Storia 9 – Primo Novecento · Unità 2 · circa 12 minuti di lettura
Dopo la morte di Lenin, Iosif Stalin elimina i suoi rivali e alla fine degli anni Venti diventa il padrone assoluto dell’URSS. Abbandona la NEP e lancia i piani quinquennali per industrializzare il Paese a tappe forzate, mentre le campagne vengono collettivizzate con la violenza. Il regime si regge sul terrore: deportazioni nei gulag, carestie, le grandi purghe del 1936–1938. È uno dei grandi totalitarismi del Novecento.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1922 | Stalin diventa segretario generale del Partito comunista |
| 1924 | Morte di Lenin; inizia la lotta per la successione |
| 1927–1929 | Trotskij è espulso dal partito e poi dall’URSS |
| 1928 | Fine della NEP e primo piano quinquennale |
| 1929–1933 | Collettivizzazione forzata delle campagne |
| 1932–1933 | Grande carestia; in Ucraina è ricordata come Holodomor |
| 1936–1938 | Grandi purghe e processi di Mosca |
| 1940 | Trotskij viene ucciso in Messico da un agente sovietico |
Prima di morire Lenin aveva scritto, in un documento noto come il suo “testamento”, che Stalin era “troppo rozzo” e che sarebbe stato meglio sostituirlo come segretario. Ma Stalin, che controlla le nomine nel partito, riesce a isolare i rivali uno dopo l’altro. Il principale è Trotskij, che sostiene la “rivoluzione permanente”, da esportare in tutto il mondo. Stalin propone invece il “socialismo in un solo paese”: prima rafforzare l’URSS. Trotskij viene espulso, esiliato e infine assassinato nel 1940.
Nel 1928 Stalin chiude la NEP. L’economia viene affidata a piani di cinque anni che fissano dall’alto quanto produrre di acciaio, carbone, elettricità, macchine. Tutto è deciso dallo Stato: è l’economia pianificata. In pochi anni nascono enormi complessi industriali, come la città siderurgica di Magnitogorsk, e l’URSS diventa una potenza industriale. Il prezzo è altissimo: salari bassi, beni di consumo scarsissimi, lavoro forzato.
Per nutrire le città e finanziare l’industria, Stalin vuole controllare i raccolti. I contadini sono costretti a entrare nelle aziende collettive, i kolchoz, o in quelle statali, i sovchoz. I contadini benestanti, chiamati kulaki, vengono accusati di essere nemici di classe: espropriati, deportati o uccisi. Molti contadini, per protesta, macellano il bestiame piuttosto che consegnarlo.
Le requisizioni continuano anche quando il raccolto è scarso. Nel 1932–1933 una terribile carestia uccide milioni di persone, soprattutto in Ucraina e in Kazakistan. In Ucraina è ricordata come Holodomor, “sterminio per fame”.
Il regime controlla ogni aspetto della vita. La polizia politica, che negli anni Trenta si chiama NKVD, arresta chiunque sia sospettato di opporsi. Milioni di persone vengono mandate nei gulag, i campi di lavoro forzato in Siberia e nelle regioni artiche, dove moltissimi muoiono di freddo, fame e fatica.
Tra il 1936 e il 1938 le grandi purghe colpiscono anche il partito e l’esercito. Nei processi di Mosca vecchi compagni di Lenin confessano, dopo torture e minacce, crimini mai commessi, e vengono fucilati. In quegli anni le esecuzioni sono circa 700.000.
La propaganda presenta Stalin come un padre saggio e infallibile: ritratti ovunque, città che portano il suo nome (Stalingrado), libri di storia riscritti, fotografie ritoccate per far sparire chi era caduto in disgrazia. L’arte deve seguire il realismo socialista e celebrare i successi del regime.
| Caratteristica | Nell’URSS di Stalin |
|---|---|
| Partito unico | Il Partito comunista, unico ammesso |
| Capo carismatico | Culto della personalità di Stalin |
| Ideologia ufficiale | Marxismo-leninismo |
| Terrore | NKVD, gulag, purghe |
| Controllo dell’economia | Piani quinquennali, collettivizzazione |
| Controllo dell’informazione | Censura, propaganda, storia riscritta |
| Personaggio | Chi era |
|---|---|
| Iosif Stalin | Georgiano, segretario del partito dal 1922, capo dell’URSS fino alla morte nel 1953 |
| Lev Trotskij | Fondatore dell’Armata Rossa, principale avversario di Stalin |
| Nikolaj Bucharin | Teorico bolscevico, difensore della NEP, fucilato nel 1938 |
| Nikolaj Ežov | Capo dell’NKVD durante le grandi purghe, poi fucilato a sua volta |
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