Storia 9 – Primo Novecento La Shoah

Storia 9 – Primo Novecento · Unità 3 · circa 13 minuti di lettura

In breve

La Shoah, parola ebraica che significa “catastrofe”, è lo sterminio di circa sei milioni di ebrei europei compiuto dalla Germania nazista e dai suoi alleati tra il 1941 e il 1945. Fu il punto d’arrivo di un percorso iniziato nel 1933 con la discriminazione e proseguito con i ghetti, le fucilazioni di massa e i campi di sterminio. Insieme agli ebrei furono perseguitati e uccisi rom e sinti, disabili, oppositori politici, omosessuali, prigionieri di guerra sovietici.

Le date da sapere

Data Evento
1933 Boicottaggio dei negozi ebraici e prime leggi contro gli ebrei in Germania
1935 Leggi di Norimberga
1938 Notte dei cristalli; in Italia, leggi razziali
1939–1941 Uccisione di decine di migliaia di disabili (programma “T4”)
1940 Nasce il ghetto di Varsavia
Dal giugno 1941 Fucilazioni di massa di ebrei nei territori sovietici occupati
20 gennaio 1942 Conferenza di Wannsee sulla “soluzione finale”
Aprile 1943 Rivolta del ghetto di Varsavia
16 ottobre 1943 Rastrellamento del ghetto di Roma
27 gennaio 1945 L’Armata Rossa libera Auschwitz

La spiegazione

Dalla discriminazione all’esclusione

Il nazismo considera gli ebrei non un gruppo religioso, ma una “razza” nemica. Dal 1933 vengono licenziati dagli impieghi pubblici, esclusi da scuole e professioni, privati dei beni. Con le leggi di Norimberga del 1935 perdono la cittadinanza tedesca. Con la notte dei cristalli del 1938 la violenza diventa aperta. Molti cercano di emigrare, ma pochi Paesi sono disposti ad accoglierli.

I ghetti

Dopo l’invasione della Polonia, nel 1939, i nazisti rinchiudono milioni di ebrei in quartieri chiusi da muri e filo spinato, i ghetti. Il più grande è quello di Varsavia, dove vengono ammassate oltre 400.000 persone. Fame, freddo e malattie uccidono decine di migliaia di persone ancora prima delle deportazioni.

Le fucilazioni di massa

Con l’invasione dell’URSS, nel giugno 1941, reparti speciali chiamati Einsatzgruppen seguono l’esercito e fucilano interi villaggi e comunità ebraiche. A Babij Jar, vicino a Kiev, in soli due giorni del settembre 1941 vengono uccisi quasi 34.000 ebrei. In totale, con questo metodo, muoiono circa due milioni di persone.

La “soluzione finale” e i campi di sterminio

Il 20 gennaio 1942, nella villa di Wannsee vicino a Berlino, alti funzionari nazisti si riuniscono per coordinare la cosiddetta “soluzione finale della questione ebraica”: lo sterminio di tutti gli ebrei d’Europa. Lo sterminio di massa era già cominciato; Wannsee ne organizza l’esecuzione su scala continentale.

Gli ebrei vengono deportati in treni merci verso i campi di sterminio costruiti nella Polonia occupata: Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka, Majdanek e Auschwitz-Birkenau, il più grande. Qui la maggior parte dei deportati viene uccisa all’arrivo nelle camere a gas; i corpi vengono bruciati nei forni crematori. Ad Auschwitz muoiono circa 1,1 milioni di persone, in grande maggioranza ebrei.

I campi di concentramento, come Dachau o Buchenwald, sono diversi: luoghi di prigionia e lavoro forzato in condizioni disumane, dove morirono moltissimi prigionieri, ma non pensati per uccidere tutti subito.

Le altre vittime

La persecuzione nazista colpì anche altri gruppi: rom e sinti, sterminati in centinaia di migliaia (in lingua romanì lo sterminio si chiama Porrajmos); i disabili, uccisi nel programma “T4”; gli oppositori politici; gli omosessuali; i testimoni di Geova; milioni di prigionieri di guerra sovietici, lasciati morire di fame.

L’Italia e la Shoah

Dopo le leggi razziali del 1938, con l’occupazione tedesca e la Repubblica di Salò (1943–1945) inizia la deportazione degli ebrei italiani. Il 16 ottobre 1943 a Roma vengono rastrellate oltre mille persone: tornano solo in sedici. In Italia funzionano il campo di transito di Fossoli e, a Trieste, la Risiera di San Sabba. In tutto vengono deportati circa 8.000 ebrei italiani, e la grande maggioranza non torna. Tra i sopravvissuti ci sono Primo Levi, autore di Se questo è un uomo, e Liliana Segre, deportata a 13 anni e nominata senatrice a vita nel 2018.

Resistere e ricordare

Ci furono anche atti di resistenza: la rivolta del ghetto di Varsavia (1943), le rivolte a Treblinka e Sobibór, e le persone che rischiarono la vita per nascondere ebrei, oggi onorate come Giusti tra le nazioni. Il 27 gennaio, anniversario della liberazione di Auschwitz, è in Italia il Giorno della Memoria, istituito per legge nel 2000.

Lo schema: le fasi della persecuzione

Fase Anni Che cosa succede
Discriminazione 1933–1938 Leggi contro gli ebrei, esclusione dalla vita pubblica
Concentrazione 1939–1941 Ghetti nella Polonia occupata
Fucilazioni di massa dal 1941 Einsatzgruppen nei territori sovietici
Sterminio industriale 1942–1945 Deportazioni nei campi di sterminio, camere a gas

I personaggi

Personaggio Chi era
Heinrich Himmler Capo delle SS, principale organizzatore dello sterminio
Reinhard Heydrich Presiedette la conferenza di Wannsee
Adolf Eichmann Organizzò le deportazioni; processato a Gerusalemme nel 1961
Primo Levi Chimico torinese, sopravvissuto ad Auschwitz, scrittore
Liliana Segre Sopravvissuta ad Auschwitz, testimone, senatrice a vita
Anne Frank Ragazza ebrea il cui diario fu scritto in clandestinità ad Amsterdam; morì a Bergen-Belsen

Falsi miti ed errori comuni

  • “Lo sterminio fu deciso a Wannsee.” Le uccisioni di massa erano già iniziate nel 1941. A Wannsee si coordinò la sua attuazione in tutta Europa.
  • “Campi di concentramento e campi di sterminio sono la stessa cosa.” I primi erano luoghi di prigionia e lavoro forzato; i secondi erano costruiti per uccidere. Auschwitz era entrambe le cose.
  • “In Italia la Shoah non ci fu.” Gli ebrei italiani furono perseguitati dal 1938 e deportati dal 1943, con la collaborazione delle autorità della Repubblica di Salò.
  • “Le vittime furono solo ebrei.” Gli ebrei furono il bersaglio principale, ma furono uccisi anche rom e sinti, disabili, oppositori e molti altri.

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