Storia 9 – Primo Novecento L'Italia dal 1943 al 1945: Resistenza e Liberazione

Storia 9 – Primo Novecento · Unità 3 · circa 14 minuti di lettura

In breve

Il 25 luglio 1943 il fascismo cade e Mussolini viene arrestato. L’8 settembre viene annunciato l’armistizio con gli Alleati: il re e il governo fuggono al Sud, l’esercito si sbanda e i tedeschi occupano il Centro-Nord. Mussolini, liberato, fonda la Repubblica sociale italiana. L’Italia è divisa in due. Nasce la Resistenza: migliaia di partigiani combattono contro tedeschi e fascisti fino all’insurrezione del 25 aprile 1945, oggi Festa della Liberazione.

Le date da sapere

Data Evento
25 luglio 1943 Il Gran consiglio sfiducia Mussolini; il re lo fa arrestare e nomina Badoglio
8 settembre 1943 Annuncio dell’armistizio; il re e Badoglio fuggono a Brindisi
Settembre 1943 Eccidio della divisione Acqui a Cefalonia; Mussolini liberato sul Gran Sasso
Settembre 1943 Nasce la Repubblica sociale italiana; si forma il Comitato di liberazione nazionale
24 marzo 1944 Eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma
Aprile 1944 “Svolta di Salerno”: governo di unità con tutti i partiti antifascisti
4 giugno 1944 Liberazione di Roma
Settembre–ottobre 1944 Strage di Marzabotto
25 aprile 1945 Insurrezione generale nelle città del Nord
28 aprile 1945 Mussolini viene fucilato dai partigiani a Giulino di Mezzegra

La spiegazione

La caduta del fascismo

Dopo lo sbarco in Sicilia e i bombardamenti sulle città, gran parte del Paese vuole la fine della guerra. Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo approva un ordine del giorno di Dino Grandi che toglie a Mussolini il comando delle forze armate. Il giorno dopo il re lo fa arrestare e affida il governo al maresciallo Pietro Badoglio. Il fascismo crolla senza che nessuno lo difenda; ma Badoglio annuncia che “la guerra continua”.

L’8 settembre

In segreto il governo tratta con gli Alleati. L’armistizio viene firmato il 3 settembre a Cassibile, in Sicilia, e annunciato alla radio l’8 settembre. Ma non ci sono ordini chiari per l’esercito. Il re e Badoglio fuggono da Roma a Brindisi, già in mano agli Alleati. I tedeschi, che si aspettavano il tradimento, occupano rapidamente il Centro-Nord.

Centinaia di migliaia di soldati italiani, lasciati senza comandi, vengono catturati dai tedeschi: circa 600.000 sono deportati in Germania come internati militari, e la grande maggioranza rifiuta di combattere per Hitler e per Mussolini. A Cefalonia, in Grecia, la divisione Acqui resiste ai tedeschi: dopo la resa migliaia di soldati vengono fucilati.

Un’Italia divisa in due

Il 12 settembre un commando tedesco libera Mussolini dalla prigione sul Gran Sasso. Nel Nord occupato nasce la Repubblica sociale italiana (RSI), detta di Salò dal nome della cittadina sul lago di Garda dove ha sede parte del governo. È uno Stato controllato dai tedeschi, che collabora alla deportazione degli ebrei e alla repressione dei partigiani.

Al Sud resta il Regno del Sud, con il re e Badoglio, che dichiara guerra alla Germania nell’ottobre 1943. Il fronte si ferma per mesi sulla linea Gustav, intorno a Cassino; gli Alleati sbarcano ad Anzio nel gennaio 1944 e liberano Roma il 4 giugno. Poi il fronte si blocca di nuovo sulla linea Gotica, tra Toscana ed Emilia, fino alla primavera del 1945.

La Resistenza

Dopo l’8 settembre molti italiani scelgono di combattere: soldati sbandati, giovani che rifiutano l’arruolamento nella RSI, operai, contadini, donne. Si organizzano bande partigiane in montagna e gruppi armati in città. Le principali formazioni sono legate ai partiti antifascisti riuniti nel Comitato di liberazione nazionale (CLN): le brigate Garibaldi (comuniste), Giustizia e Libertà (Partito d’Azione), le brigate Matteotti (socialiste), oltre a formazioni cattoliche e “autonome”. Molte donne fanno da staffette, portano armi e messaggi, combattono.

La repressione è feroce. Dopo un attentato partigiano in via Rasella, il 24 marzo 1944 i tedeschi uccidono 335 persone alle Fosse Ardeatine, a Roma. Tra settembre e ottobre 1944 a Marzabotto, sull’Appennino bolognese, le SS massacrano circa 770 civili, tra cui moltissimi bambini.

La svolta di Salerno e la Liberazione

Nell’aprile 1944 il segretario comunista Palmiro Togliatti, tornato dall’URSS, propone di rinviare a dopo la guerra la questione della monarchia e di formare un governo con tutti i partiti antifascisti. È la svolta di Salerno.

Nell’aprile 1945 gli Alleati sfondano la linea Gotica e il CLN proclama l’insurrezione generale: il 25 aprile Milano, Torino e Genova si liberano. Mussolini tenta la fuga verso la Svizzera travestito da soldato tedesco, ma viene riconosciuto a Dongo, sul lago di Como, e fucilato il 28 aprile. Il 25 aprile è oggi la Festa della Liberazione.

Lo schema: l’Italia dopo l’8 settembre 1943

Regno del Sud Repubblica sociale italiana
Territorio Sud, liberato dagli Alleati Centro-Nord, occupato dai tedeschi
Chi governa Il re Vittorio Emanuele III e Badoglio Mussolini, sotto il controllo tedesco
Alleati Anglo-americani Germania nazista
Contro Germania (guerra dichiarata nell’ottobre 1943) Alleati e partigiani

I personaggi

Personaggio Chi era
Pietro Badoglio Maresciallo, capo del governo dopo il 25 luglio 1943
Dino Grandi Gerarca fascista, autore dell’ordine del giorno contro Mussolini
Palmiro Togliatti Segretario del Partito comunista, protagonista della svolta di Salerno
Ferruccio Parri Comandante partigiano di Giustizia e Libertà, primo presidente del Consiglio dopo la Liberazione
Sandro Pertini Socialista, dirigente della Resistenza, poi presidente della Repubblica

Falsi miti ed errori comuni

  • “L’8 settembre l’Italia passò dalla parte degli Alleati.” L’8 settembre fu annunciato l’armistizio. Il Regno del Sud dichiarò guerra alla Germania solo il 13 ottobre 1943.
  • “La Resistenza fu fatta solo dai comunisti.” Vi parteciparono comunisti, azionisti, socialisti, cattolici, liberali, monarchici e militari.
  • “Le donne nella Resistenza ebbero solo ruoli di supporto.” Furono staffette, organizzatrici e anche combattenti; molte vennero arrestate, torturate o uccise.
  • “Il fascismo cadde per una rivolta popolare.” Cadde per un voto del Gran consiglio e una decisione del re, il 25 luglio 1943.

Esercizi

1Metti in ordine

a) liberazione di Roma · b) arresto di Mussolini · c) Fosse Ardeatine · d) insurrezione del 25 aprile · e) annuncio dell’armistizio · f) svolta di Salerno

Vedi la soluzione

b (25 luglio 1943) → e (8 settembre 1943) → c (24 marzo 1944) → f (aprile 1944) → a (4 giugno 1944) → d (25 aprile 1945).

2Un Paese diviso in due

Dopo l’8 settembre 1943, chi governa il Sud e chi il Centro-Nord? Chi combatte contro chi?

Vedi la soluzione

Al Sud il re e il governo Badoglio, con gli Alleati. Al Centro-Nord i tedeschi occupanti e la Repubblica sociale italiana di Mussolini. Partigiani, Alleati e il nuovo esercito del Regno del Sud combattono contro tedeschi e fascisti della RSI.

3Perché il 25 aprile?

In quattro righe: perché proprio il 25 aprile è diventato la Festa della Liberazione?

Vedi una risposta modello

Il 25 aprile 1945 il Comitato di liberazione nazionale proclama l’insurrezione generale nelle città del Nord, come Milano e Torino. I partigiani liberano molte città prima dell’arrivo degli Alleati. La data simboleggia la fine dell’occupazione tedesca e del fascismo, e il contributo degli italiani alla propria liberazione.

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