Storia 9 – Primo Novecento · Unità 2 · circa 11 minuti di lettura
Negli anni Venti gli Stati Uniti vivono un boom economico: industria, consumi e Borsa crescono senza sosta. Nell’ottobre 1929 la Borsa di Wall Street crolla. Banche e imprese falliscono, milioni di persone perdono il lavoro, e la crisi si allarga all’Europa: è la Grande depressione, la più grave crisi economica del Novecento. Il presidente Franklin D. Roosevelt risponde con il New Deal, un programma in cui lo Stato interviene direttamente nell’economia.
| Data | Evento |
|---|---|
| 1924 | Piano Dawes: prestiti americani alla Germania per pagare le riparazioni |
| 24 ottobre 1929 | “Giovedì nero”: crollo della Borsa di New York |
| 29 ottobre 1929 | “Martedì nero”: il crollo peggiore |
| 1930–1933 | Fallimenti a catena di banche e imprese |
| 1932 | Roosevelt vince le elezioni presidenziali |
| 1933 | Disoccupazione negli USA intorno al 25%; inizia il New Deal |
| 1935 | Social Security Act: pensioni e sussidi di disoccupazione |
| 1936 | Keynes pubblica la “Teoria generale” |
Dopo la guerra gli Stati Uniti sono la prima potenza economica del mondo. Le fabbriche producono in serie automobili, radio, frigoriferi; la catena di montaggio di Henry Ford rende l’auto accessibile anche agli operai. Si compra a rate, e milioni di americani investono in Borsa, spesso con denaro preso in prestito, convinti che i titoli saliranno per sempre.
Dietro il boom ci sono squilibri profondi:
Il 24 ottobre 1929, il “giovedì nero”, migliaia di investitori cercano di vendere tutti insieme e i prezzi crollano. Il 29 ottobre il crollo è ancora peggiore. Chi aveva comprato a credito non può restituire i prestiti; le banche, che avevano prestato il denaro, falliscono a catena e i risparmiatori perdono tutto. Le imprese chiudono, i licenziamenti si moltiplicano, i consumi crollano ancora: è un circolo vizioso.
Nel 1933 un lavoratore americano su quattro è disoccupato. Nelle città si formano file davanti alle mense dei poveri e nascono baraccopoli chiamate ironicamente “Hooverville”, dal nome del presidente Herbert Hoover, accusato di non fare abbastanza.
L’economia europea dipendeva dai capitali americani. Con il Piano Dawes le banche statunitensi prestavano denaro alla Germania, che lo usava per pagare le riparazioni a Francia e Regno Unito, che a loro volta restituivano i debiti di guerra agli USA. Quando le banche americane richiamano i prestiti, tutto il sistema si blocca. In Germania nel 1932 i disoccupati sono circa sei milioni, e la crisi favorisce l’ascesa di Hitler. Molti Paesi si chiudono dietro dazi doganali alti: è il protezionismo, che riduce ancora di più il commercio mondiale.
Nel 1932 vince le elezioni il democratico Franklin Delano Roosevelt, che promette agli americani un “nuovo patto”, il New Deal. Lo Stato interviene direttamente:
Il New Deal non risolve tutto: la disoccupazione resta alta fino alla Seconda guerra mondiale. Ma cambia il ruolo dello Stato nell’economia. L’economista britannico John Maynard Keynes darà a questa idea una base teorica: nelle crisi lo Stato deve spendere per sostenere la domanda.
| Passaggio | Che cosa succede |
|---|---|
| 1. Boom e speculazione | Acquisti di azioni a credito, prezzi gonfiati |
| 2. Crollo della Borsa | Ottobre 1929: vendite di panico, i titoli perdono valore |
| 3. Crisi delle banche | I debitori non pagano, le banche falliscono, i risparmi spariscono |
| 4. Crisi dell’economia | Fabbriche chiuse, disoccupazione, consumi in calo |
| 5. Crisi mondiale | Ritiro dei prestiti americani, protezionismo, crisi in Europa |
| 6. Risposta | New Deal: lo Stato interviene nell’economia |
| Personaggio | Chi era |
|---|---|
| Herbert Hoover | Presidente degli Stati Uniti dal 1929 al 1933 |
| Franklin D. Roosevelt | Presidente dal 1933 al 1945, autore del New Deal, eletto quattro volte |
| Henry Ford | Industriale dell’automobile, simbolo della produzione in serie |
| John Maynard Keynes | Economista britannico, teorico dell’intervento dello Stato nelle crisi |
1Il contagio della crisi
Metti in ordine la catena di cause: a) i prestiti americani all’Europa si fermano · b) crolla la Borsa di New York · c) banche e imprese falliscono · d) negli anni Venti si compra in Borsa a credito e i prezzi salgono senza controllo · e) la disoccupazione esplode anche in Germania
d → b → c → a → e. La Germania era particolarmente esposta perché dipendeva dai prestiti americani del piano Dawes.
2Che cosa cambia con il New Deal?
Confronta l’idea tradizionale di Stato liberale con quella del New Deal. Usa almeno due esempi.
Prima si pensava che lo Stato non dovesse intervenire nell’economia, che il mercato si sarebbe aggiustato da solo. Con il New Deal lo Stato interviene direttamente: grandi lavori pubblici per creare occupazione, controllo delle banche, pensioni e sussidi di disoccupazione (Social Security Act, 1935). Keynes darà a questa scelta una base teorica nel 1936.
3Crisi e politica
In tre righe: perché la Grande depressione favorì i partiti estremisti in Europa?
La disoccupazione di massa e la paura di perdere tutto fecero perdere fiducia nei governi democratici. Partiti come quello nazista promettevano soluzioni rapide, ordine e un nemico da incolpare, e raccolsero il voto di milioni di persone impoverite.
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