Storia 9 – Primo Novecento Il regime fascista

Storia 9 – Primo Novecento · Unità 2 · circa 13 minuti di lettura

In breve

Tra il 1922 e il 1926 Mussolini trasforma il suo governo in una dittatura. Dopo il delitto Matteotti (1924) e le leggi fascistissime (1925–1926) restano un solo partito, una stampa controllata e una polizia segreta. Il regime cerca il consenso con la propaganda, le organizzazioni di massa e i Patti Lateranensi con la Chiesa (1929). Negli anni Trenta conquista l’Etiopia, si avvicina alla Germania nazista e nel 1938 vara le leggi razziali contro gli ebrei.

Le date da sapere

Data Evento
1923 Legge Acerbo: due terzi dei seggi alla lista che supera il 25%
Aprile 1924 Elezioni vinte dal “listone” fascista, tra violenze e brogli
10 giugno 1924 Rapimento e uccisione di Giacomo Matteotti
3 gennaio 1925 Mussolini si assume in Parlamento la responsabilità “politica, morale, storica” di quanto accaduto
1925–1926 Leggi fascistissime: fine dello Stato liberale
11 febbraio 1929 Patti Lateranensi tra Italia e Santa Sede
1935–1936 Guerra d’Etiopia e proclamazione dell’impero
1936 Asse Roma-Berlino
1938 Leggi razziali

La spiegazione

Dal governo alla dittatura

Il primo governo Mussolini comprende anche liberali e popolari, e il Parlamento gli concede i pieni poteri per un anno. Nel frattempo nascono il Gran consiglio del fascismo e la Milizia, che trasforma le squadre in un corpo armato legale. Con la legge Acerbo (1923), la lista che ottiene almeno il 25% dei voti riceve i due terzi dei seggi. Alle elezioni dell’aprile 1924, segnate da violenze e brogli, il “listone” fascista supera il 60%.

Il delitto Matteotti

Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti denuncia in Parlamento le violenze e i brogli elettorali. Il 10 giugno viene rapito a Roma da una squadra fascista e ucciso; il corpo viene ritrovato ad agosto. Il Paese è sconvolto. I deputati dell’opposizione abbandonano per protesta il Parlamento: è la secessione dell’Aventino. Sperano che il re intervenga, ma il re non fa nulla.

Il 3 gennaio 1925 Mussolini si presenta alla Camera e si assume la responsabilità di quanto è accaduto, sfidando chiunque a metterlo sotto accusa. È l’inizio aperto della dittatura.

Le leggi fascistissime

Tra il 1925 e il 1926 una serie di leggi cancella lo Stato liberale:

  • il capo del governo risponde solo al re, non più al Parlamento;
  • tutti i partiti tranne il PNF vengono sciolti, e i sindacati liberi aboliti;
  • la stampa è sottoposta a censura;
  • nasce il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, e la polizia segreta, l’OVRA, sorveglia gli oppositori;
  • i sindaci eletti sono sostituiti dai podestà, nominati dal governo;
  • gli oppositori vengono mandati al confino in isole o paesi lontani. Antonio Gramsci, arrestato nel 1926, muore nel 1937 dopo anni di carcere.

La ricerca del consenso

Il regime vuole controllare non solo lo Stato, ma la vita degli italiani. L’Opera nazionale Balilla inquadra i ragazzi dai 6 ai 18 anni; l’Opera nazionale dopolavoro organizza il tempo libero dei lavoratori. La scuola, la radio, i cinegiornali dell’Istituto Luce e le grandi adunate diffondono il culto del “Duce”.

Con i Patti Lateranensi del 1929 il regime chiude la “questione romana” aperta dal 1870: nasce lo Stato della Città del Vaticano, il cattolicesimo diventa religione di Stato e il governo ottiene l’appoggio di gran parte del mondo cattolico.

L’economia

Il regime organizza lavoratori e imprenditori nelle corporazioni, che in teoria dovevano superare il conflitto di classe. Dopo la crisi del 1929 lo Stato salva banche e imprese con l’IRI (1933), diventando il primo imprenditore del Paese. Negli anni Trenta, dopo le sanzioni per la guerra d’Etiopia, il fascismo punta sull’autarchia: produrre in Italia tutto ciò che serve, senza importare.

L’impero, l’Asse e le leggi razziali

Nel 1935 l’Italia invade l’Etiopia, usando anche armi chimiche. Nel maggio 1936 Mussolini proclama l’impero. La Società delle Nazioni condanna l’aggressione con sanzioni economiche, e l’Italia si avvicina alla Germania di Hitler: nel 1936 nasce l’Asse Roma-Berlino. Nel 1938 il regime vara le leggi razziali: gli ebrei italiani vengono espulsi dalle scuole, dagli impieghi pubblici, dall’esercito, e i matrimoni “misti” vengono vietati.

Lo schema: le tappe della dittatura

Anno Tappa Che cosa cambia
1922 Marcia su Roma Mussolini capo del governo
1923 Legge Acerbo Maggioranza assicurata ai fascisti
1924 Delitto Matteotti Crisi; l’opposizione si ritira sull’Aventino
1925–1926 Leggi fascistissime Partito unico, censura, polizia segreta
1929 Patti Lateranensi Accordo con la Chiesa e consenso cattolico
1938 Leggi razziali Persecuzione degli ebrei italiani

I personaggi

Personaggio Chi era
Giacomo Matteotti Deputato socialista, ucciso dai fascisti nel 1924
Benito Mussolini Capo del governo e “Duce” del fascismo
Antonio Gramsci Dirigente comunista, incarcerato dal regime, autore dei “Quaderni del carcere”
Pio XI Papa che firmò i Patti Lateranensi
Giovanni Amendola Liberale, guida dell’Aventino, morto nel 1926 dopo un’aggressione fascista

Falsi miti ed errori comuni

  • “La dittatura nacque subito con la marcia su Roma.” Nei primi anni il governo era di coalizione; la dittatura vera arriva con le leggi del 1925–1926.
  • “Le leggi razziali furono imposte da Hitler.” Furono una scelta del regime fascista, preparata da una campagna di propaganda razzista.
  • “Sotto il fascismo non c’era opposizione.” C’era, ma clandestina o in esilio: comunisti, socialisti, liberali, il movimento Giustizia e Libertà.
  • “I Patti Lateranensi furono firmati da Mussolini e dal papa.” Li firmarono Mussolini e il cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri, a nome di Pio XI.

Esercizi

1Dal governo alla dittatura

Metti in ordine i passaggi e spiega il ruolo di ognuno: a) leggi fascistissime · b) legge Acerbo · c) discorso del 3 gennaio 1925 · d) delitto Matteotti · e) elezioni del “listone”

Vedi la soluzione

b (1923): premio di maggioranza ai fascisti → e (aprile 1924): vittoria tra violenze e brogli → d (giugno 1924): Matteotti, che li aveva denunciati, viene ucciso → c: Mussolini si assume la responsabilità e sfida il Parlamento → a (1925–1926): partito unico, stampa controllata, polizia segreta.

2Consenso e repressione

Classifica come strumenti di consenso o di repressione: propaganda · confino · Opera nazionale balilla · tribunale speciale · Patti Lateranensi · censura della stampa

Vedi la soluzione

Consenso: propaganda, Opera nazionale balilla, Patti Lateranensi. Repressione: confino, tribunale speciale, censura (che è anche uno strumento per orientare il consenso).

3Le leggi del 1938

In quattro righe: che cosa cambiò per gli ebrei italiani con le leggi razziali del 1938?

Vedi una risposta modello

Gli ebrei italiani furono esclusi dalle scuole pubbliche, come studenti e come insegnanti, dagli impieghi pubblici, dall’esercito e da molte professioni; furono vietati i matrimoni misti. Diventarono cittadini di serie B, e quegli elenchi furono usati dopo il 1943 per le deportazioni.

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