Glottologia 3 – Dal latino all’italiano · Lezione 2 di 6 · circa 11 minuti di lettura
Le lingue romanze (o neolatine) sono le lingue nate dal latino parlato nei territori dell’Impero romano: tra le altre portoghese, spagnolo, catalano, francese, occitano, italiano, sardo, ladino, friulano, romancio e romeno. Sono diverse tra loro perché il latino si è incontrato con le lingue che si parlavano prima (sostrato), con quelle dei popoli arrivati dopo (superstrato) e con quelle dei vicini (adstrato). I primi documenti scritti consapevolmente in volgare risalgono al IX e al X secolo.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Romània | L’insieme dei territori in cui si parlano lingue romanze |
| Sostrato | La lingua parlata prima in un territorio, che lascia tracce nella lingua nuova (per esempio il celtico in Gallia) |
| Superstrato | La lingua di un popolo arrivato dopo, che lascia tracce senza imporsi (per esempio il longobardo in Italia) |
| Adstrato | Una lingua vicina con cui c’è un lungo contatto (per esempio l’arabo in Spagna) |
| Lingua estinta | Il dalmatico, parlato sulla costa adriatica orientale, scomparso nel 1898 con il suo ultimo parlante |
Andando da ovest a est:
Grazie all’espansione coloniale, spagnolo, portoghese e francese sono oggi parlati in tutti i continenti: le lingue romanze hanno nel complesso circa ottocento milioni di parlanti.
Il latino arrivò nelle diverse regioni in epoche diverse: in Sardegna nel III secolo a.C., in Dacia (l’attuale Romania) solo all’inizio del II secolo d.C. Ogni regione aveva poi la sua storia.
| Latino | Italiano | Spagnolo | Portoghese | Francese | Romeno |
|---|---|---|---|---|---|
| noctem | notte | noche | noite | nuit | noapte |
| factum | fatto | hecho | feito | fait | fapt |
| clavem | chiave | llave | chave | clé | cheie |
| plorare / plangere | piangere | llorar | chorar | pleurer | plânge |
Il nesso latino -ct- di noctem e factum ha avuto esiti diversi in ogni lingua, ma regolari: in italiano diventa sempre -tt- (lactem → latte, octo → otto), in spagnolo -ch- (leche, ocho).
Per secoli si parlava volgare ma si scriveva latino. A un certo punto si prese coscienza che le due lingue erano ormai diverse:
| Gruppo | Lingue |
|---|---|
| Iberoromanzo | portoghese, galego, spagnolo, catalano |
| Galloromanzo | francese, occitano, francoprovenzale |
| Italoromanzo | italiano e dialetti d’Italia |
| Sardo | sardo |
| Retoromanzo | romancio, ladino, friulano |
| Balcanoromanzo | romeno, dalmatico (estinto) |
1Sostrato, superstrato o adstrato?
1 superstrato: i Longobardi arrivano dopo e lasciano parole senza imporre la loro lingua · 2 sostrato: il celtico si parlava prima del latino · 3 adstrato: lungo contatto tra lingue vicine (o superstrato, secondo alcuni manuali, perché gli Arabi furono anche dominatori).
2Completa la tabella
Il latino -ct- dà -tt- in italiano, -ch- in spagnolo, -it- in portoghese. Ricava le forme di lactem e octo.
lactem: latte, leche, leite · octo: otto, ocho, oito.
3Leggi il Placito capuano
“Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.” Trova almeno tre parole che mostrano che non è più latino, e una che invece è latino.
Volgare: sao (so), ko (che), kelle (quelle), trenta, possette (possedette). Latino: Sancti Benedicti, il nome del monastero, rimasto nella forma ufficiale.
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