Glottologia 3 – Dal latino all'italiano Dal latino all'italiano: consonanti

Glottologia 3 – Dal latino all’italiano · Lezione 4 di 6 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Anche le consonanti latine sono cambiate in modo regolare. In italiano cadono le consonanti finali (rosam → rosa, amat → ama), c e g davanti a e e i si palatalizzano (centum, pronunciato [kentum], → cento), i gruppi di consonanti si assimilano (factum → fatto), la l dopo consonante diventa i (plenum → pieno) e la semivocale j produce suoni nuovi (filium → figlio, plateam → piazza).

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Palatalizzazione Una consonante si sposta verso il palato, per influsso di una vocale o semivocale vicina
Assimilazione Una consonante diventa uguale a quella vicina (ct → tt)
Nesso Gruppo di due o più consonanti (pl, ct)
Jod La semivocale [j], come la i di ieri; in latino nasce da i o e prima di vocale
Sonorizzazione (lenizione) Una consonante sorda tra vocali diventa sonora (t → d)

La spiegazione

Le consonanti finali

La -m finale non si pronunciava già nel latino parlato di età classica, come mostrano i graffiti di Pompei. In italiano cadono anche -s e -t: amas → ami, amat → ama. Per questo le parole italiane terminano quasi sempre in vocale. Nella Romània occidentale la -s invece resta: spagnolo dos, casas, francese deux (scritto, anche se oggi non si pronuncia).

Anche la h sparisce: habere → avere, hominem → uomo. Nelle forme ho, hai, ha, hanno la h è solo un segno grafico, per distinguerle da o, ai, a, anno.

La palatalizzazione di c e g

In latino la c si pronunciava sempre [k] e la g sempre [g]: Cicero era [kikero], gentem [gentem]. Nel latino parlato, davanti a e e i, questi suoni si sono spostati verso il palato. In italiano sono diventati [tʃ] e [dʒ]: centum → cento, caelum → cielo, gentem → gente. In francese e spagnolo hanno avuto altri esiti (cent [sã], cien [θjen] o [sjen]). Davanti ad a, o, u le consonanti restano dure: casa, gallum → gallo.

L’assimilazione

Nei gruppi di due consonanti diverse, in italiano la prima si assimila alla seconda e si ottiene una consonante doppia:

  • -ct- → -tt-: factum → fatto, noctem → notte, lactem → latte;
  • -pt- → -tt-: septem → sette, scriptum → scritto, ruptum → rotto;
  • -ps- → -ss-: ipsum → esso;
  • -x- (cioè [ks]) → -ss-: saxum → sasso, dixit → disse.

I nessi con l

Quando la l segue una consonante, in italiano diventa i (semivocale):

Nesso Esempio latino Italiano Spagnolo Francese
PL plenum pieno lleno plein
CL clavem chiave llave clé
FL florem fiore flor fleur
GL glandem ghianda bellota (dall’arabo) gland

Nel caso di -cl- tra vocali, l’esito è una doppia: oc(u)lum → occhio, spec(u)lum → specchio (ricordi l’Appendix Probi della lezione 1?).

Gli effetti di jod

Quando una i o una e latina si trovano prima di un’altra vocale (come in filius, vinea), diventano la semivocale [j], che modifica la consonante precedente:

  • -lj- → gli: filium → figlio, paleam → paglia;
  • -nj- → gn: vineam → vigna, Hispaniam → Spagna;
  • -tj- → zz: plateam → piazza, puteum → pozzo;
  • -dj- → ggi o zz: hodie → oggi, medium → mezzo;
  • j- iniziale → gi: iam → già, iocum → gioco.

La sonorizzazione

Nella Romània occidentale e nell’Italia settentrionale le consonanti sorde tra due vocali sono diventate sonore: rotam → spagnolo rueda, milanese roeuda; amicum → spagnolo amigo. In toscano e in italiano questo è successo solo in alcune parole (lacum → lago, strata → strada, ripam → riva), mentre in altre la sorda è rimasta (amico, ruota, fuoco). Il confine tra le due aree in Italia è la linea La Spezia–Rimini, il più importante confine dialettale della penisola.

Lo schema: il consonantismo

Fenomeno Che cosa succede Esempio
Caduta delle finali -m, -s, -t cadono amat → ama
Palatalizzazione c, g + e, i → [tʃ], [dʒ] centum → cento
Assimilazione ct, pt → tt factum → fatto
Nessi con l pl, cl, fl, gl → pi, chi, fi, ghi plenum → pieno
Jod lj, nj, tj → gli, gn, zz filium → figlio
Sonorizzazione p, t, k tra vocali → b/v, d, g (solo in parte in toscano) lacum → lago

Errori comuni e falsi miti

  • “I Romani dicevano [tʃitʃerone].” In latino classico la c era sempre [k]: [kikero]. La pronuncia “ecclesiastica” è successiva.
  • “La h di ‘ho’ si pronuncia.” Non si pronuncia: è un segno grafico che distingue ho da o.
  • “Le doppie dell’italiano sono un’invenzione grafica.” Vengono spesso da gruppi di consonanti latine assimilati: fatto da factum.
  • “Tutte le consonanti tra vocali si sono sonorizzate in italiano.” Solo alcune: lago ma amico. La sonorizzazione regolare è tipica del Nord.

Esercizi

1Dal latino all’italiano

Scrivi la parola italiana e il fenomeno consonantico principale.

  1. lactem
  2. flammam
  3. clarum
  4. paleam
  5. puteum
  6. ruptum
Vedi la soluzione
  1. latte: assimilazione -ct- → -tt-
  2. fiamma: fl- → fi-
  3. chiaro: cl- → chi-
  4. paglia: -lj- → gli
  5. pozzo: -tj- → zz
  6. rotto: -pt- → -tt-

2Al contrario

Da quale nesso latino vengono le parti in grassetto? tetto · pianta · occhio · giovane · vigna

Vedi la soluzione

tectum (-ct-) · plantam (pl-) · oc(u)lum (-cl-) · iuvenem (j- iniziale) · vineam (-nj-).

3Nord e Centro

In molti dialetti del Nord “fuoco” si dice fögh o fogo, e “amico” amigo. Quale fenomeno mostrano, e quale linea separa le due aree?

Vedi la soluzione

La sonorizzazione delle consonanti sorde tra vocali (k → g). È regolare a nord della linea La Spezia–Rimini; in toscano avviene solo in alcune parole (lago, strada).

Per approfondire

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