Glottologia 3 – Dal latino all'italiano Dal latino all'italiano: vocali

Glottologia 3 – Dal latino all’italiano · Lezione 3 di 6 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Il latino classico aveva dieci vocali: cinque lunghe e cinque brevi. Nel latino parlato la lunghezza smise di contare e fu sostituita dal timbro: le vocali brevi diventarono aperte, le lunghe chiuse. Ne è nato il sistema di sette vocali toniche dell’italiano (a, è, é, i, ò, ó, u). Il fiorentino ha poi avuto altri fenomeni tipici: il dittongamento (bŏnum → buono), il monottongamento (aurum → oro) e l’anafonesi (famiglia, non fameglia).

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Quantità vocalica La durata della vocale (lunga ¯ o breve ˘), distintiva in latino classico
Timbro La “qualità” della vocale: aperta (è, ò) o chiusa (é, ó)
Vocale tonica La vocale su cui cade l’accento
Sillaba libera Sillaba che finisce in vocale (bo- in bo-num)
Sillaba chiusa Sillaba che finisce in consonante (ter- in ter-ra)
Dittongo Due vocali nella stessa sillaba (ie, uo)

La spiegazione

Dalla quantità al timbro

In latino classico vĕnit (“viene”) e vēnit (“venne”) si distinguevano solo per la durata della e. Nel latino parlato, a partire più o meno dal III secolo d.C., i parlanti smisero di percepire la durata. Le vocali brevi però si pronunciavano un po’ più aperte e le lunghe un po’ più chiuse: questa differenza di timbro rimase e divenne quella importante.

Il risultato, in italiano, è questo (si parla delle vocali toniche):

Latino Italiano Esempi
Ī i fīlum → filo, vīnum → vino
Ĭ, Ē é (chiusa) pĭlum → pélo, vēra → véra
Ĕ è (aperta) tĕrra → tèrra
Ā, Ă a mātrem → madre, căput → capo
Ŏ ò (aperta) pŏrta → pòrta
Ō, Ŭ ó (chiusa) sōlem → sóle, nŭcem → nóce
Ū u mūrum → muro, lūna → luna

Ecco perché pĭlum dà pelo e non pilo: la i breve si è confusa con la e lunga. Le vocali non toniche (atone) hanno avuto meno distinzioni e in italiano si riducono a cinque.

Il sardo ha seguito un’altra strada: ha mantenuto cinque vocali senza confondere Ĭ con Ē e Ŭ con Ō. Per questo in sardo “pelo” è pilu e “noce” è nughe.

Il dittongamento

In fiorentino le vocali aperte è e ò (da Ĕ e Ŏ) diventano dittonghi quando sono toniche e in sillaba libera:

  • Ĕ → ie: pĕdem → piede, dĕcem → dieci, mĕl → miele;
  • Ŏ → uo: bŏnum → buono, nŏvum → nuovo, fŏcum → fuoco.

In sillaba chiusa invece non succede: tĕr-ra → terra, pŏr-ta → porta, fĕs-ta → festa. Lo stesso vale se l’accento si sposta: buono ma bontà, nuovo ma novità, piede ma pedone. Nell’italiano di oggi il dittongo uo si è perso in alcune parole (novo, core sono forme antiche o poetiche) e dopo consonante + r (prova, non pruova).

Il monottongamento

Due dittonghi latini diventano vocali semplici, già nel latino parlato:

  • AE → è aperta: caelum → cielo (che poi dittonga come una Ĕ), quaerit → chiede;
  • AU → ò aperta: aurum → oro, causa → cosa, paucum → poco.

L’anafonesi

È un fenomeno tipicamente fiorentino, che non si trova nella maggior parte degli altri dialetti toscani. La é chiusa tonica diventa i, e la ó chiusa diventa u, davanti a certi gruppi di consonanti:

  • davanti a gl e gn palatali: famĭlia → *faméglia → famiglia; consĭlium → consiglio; pŭgnum → *pógno → pugno;
  • davanti a n + c o g: lĭngua → *léngua → lingua; vĭncit → vince; ŭnctum → *ónto → unto.

Siccome l’italiano si basa sul fiorentino (lezione 6), l’anafonesi è entrata nella lingua nazionale. In altri dialetti toscani si dice ancora lengua e ponto.

Lo schema: i fenomeni del vocalismo

Fenomeno Che cosa succede Esempio
Da quantità a timbro 10 vocali latine → 7 vocali toniche pĭlum → pelo
Dittongamento Ĕ, Ŏ toniche in sillaba libera → ie, uo bŏnum → buono
Monottongamento AE → è, AU → ò aurum → oro
Anafonesi é → i, ó → u davanti a certi nessi famĭlia → famiglia

Errori comuni e falsi miti

  • “La i latina diventa sempre i in italiano.” Solo la Ī lunga. La Ĭ breve diventa é: pĭlum → pelo, nĭgrum → nero.
  • “Il dittongo si mette sempre.” Solo in sillaba libera e sotto accento: buono ma porta e bontà.
  • “Le vocali aperte e chiuse sono un capriccio regionale.” Derivano in modo regolare dal latino: è e ò aperte vengono da vocali brevi.
  • “Tutti i toscani parlano come i fiorentini.” L’anafonesi, per esempio, è solo fiorentina (e di poche zone vicine).

Esercizi

1Prevedi la vocale

Applica le regole della lezione (vocale tonica) e scrivi la parola italiana.

  1. vēlum
  2. sĭtim (“sete”)
  3. crŭcem
  4. fīcum
  5. lūcem
Vedi la soluzione
  1. velo (Ē → é)
  2. sete (Ĭ → é)
  3. croce (Ŭ → ó)
  4. fico (Ī → i)
  5. luce (Ū → u)

2Dittonga o no?

Per ogni parola indica se la vocale tonica è in sillaba libera o chiusa, e se dittonga.

  1. pĕtram
  2. fĕstam
  3. rŏtam
  4. pŏrtam
  5. ŏvum
Vedi la soluzione
  1. pe-tram: libera (consonante + r non chiude la sillaba) → pietra
  2. fes-tam: chiusa → festa
  3. ro-tam: libera → ruota
  4. por-tam: chiusa → porta
  5. o-vum: libera → uovo

3Spiega le coppie

Perché si dice piede ma pedone, buono ma bontà? E perché famiglia e non fameglia?

Vedi la soluzione

Il dittongo nasce solo quando la vocale è tonica: in pedone e bontà l’accento si è spostato. famiglia mostra l’anafonesi fiorentina: la é chiusa da Ĭ diventa i davanti a gl.

Per approfondire

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