Linguistica 2 – Fonetica e fonologia · Lezione 4 di 4 · circa 11 minuti di lettura
I suoni non vivono isolati: si raggruppano in sillabe, e le sillabe in parole e frasi. Alcune caratteristiche riguardano unità più grandi di un singolo suono e si chiamano soprasegmentali: l’accento, che mette in rilievo una sillaba (àncora / ancóra); l’intonazione, la melodia della frase (Piove. / Piove?); il tono, che in lingue come il cinese cambia il significato delle parole.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Sillaba | Unità formata da un nucleo, di solito una vocale, con eventuali consonanti prima e dopo |
| Attacco, nucleo, coda | Le consonanti prima della vocale, la vocale, le consonanti dopo |
| Sillaba aperta / chiusa | Finisce con una vocale (ca-) / con una consonante (par-) |
| Accento | Il maggiore rilievo di una sillaba nella parola |
| Intonazione | L’andamento della voce, che sale e scende, lungo la frase |
| Tono | L’altezza della voce su una sillaba, distintiva in alcune lingue |
Ogni sillaba ha un nucleo, che in italiano è sempre una vocale. Prima del nucleo può esserci un attacco, dopo una coda. Nella parola porta:
L’italiano preferisce le sillabe aperte: quasi tutte le parole finiscono in vocale (casa, libro, città). L’inglese e il tedesco hanno molte più sillabe chiuse, anche con gruppi lunghi di consonanti: strengths è una sola sillaba.
A scuola si impara a dividere pa-sta e fi-ne-stra, con la s sempre attaccata alla consonante che segue. È una regola di ortografia, utile per andare a capo. Dal punto di vista della pronuncia, molti linguisti preferiscono dividere pas-ta: la [s] chiude la prima sillaba. Al primo anno è utile conoscere tutte e due le divisioni e sapere perché sono diverse.
In ogni parola una sillaba è più forte delle altre: è la sillaba tonica. In italiano l’accento è libero: può cadere su sillabe diverse. Secondo la posizione dell’accento le parole si chiamano:
Proprio perché è libero, l’accento in italiano è anche distintivo: cambiando la sillaba accentata cambia la parola. Àncora e ancóra, prìncipi e princìpi, càpito, capìto e capitò.
In altre lingue l’accento è fisso: in francese cade sempre sull’ultima sillaba della parola (o del gruppo di parole), in ceco sempre sulla prima, in polacco quasi sempre sulla penultima. In queste lingue l’accento non può distinguere due parole.
Dì ad alta voce: “Marco è arrivato.” e poi “Marco è arrivato?”. Le parole sono identiche; cambia solo la melodia. Nella domanda la voce sale alla fine. In italiano, dove domanda e affermazione hanno spesso lo stesso ordine delle parole, l’intonazione è l’unico modo per distinguerle a voce. Lo scritto la rende con il punto interrogativo.
L’intonazione esprime anche emozioni e atteggiamenti: lo stesso “Bravo” può essere un complimento o una presa in giro.
In molte lingue, tra cui il cinese mandarino, il vietnamita e tante lingue africane, l’altezza della voce su una sillaba cambia il significato della parola. In mandarino la sillaba ma pronunciata con quattro toni diversi significa “mamma” (mā), “canapa” (má), “cavallo” (mǎ) e “sgridare” (mà). Qui il tono funziona come un fonema.
| Fenomeno | Riguarda | Distintivo in italiano? | Esempio |
|---|---|---|---|
| Accento | Una sillaba nella parola | Sì | àncora / ancóra |
| Intonazione | Tutta la frase | Sì, a livello di frase | Piove. / Piove? |
| Tono | Una sillaba | No (sì in cinese, vietnamita…) | Mandarino mā / mǎ |
| Lunghezza consonantica | Una consonante | Sì | caro / carro |
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