Linguistica 2 – Fonetica e fonologia Come produciamo i suoni: l'apparato fonatorio

Linguistica 2 – Fonetica e fonologia · Lezione 1 di 4 · circa 10 minuti di lettura

In breve

Per parlare non abbiamo un organo apposito: usiamo organi nati per respirare e mangiare. L’aria esce dai polmoni, passa dalla laringe, dove le corde vocali possono vibrare, e arriva nella bocca e nel naso. Qui lingua, labbra, denti e palato la modellano in suoni diversi. La fonetica articolatoria studia proprio questo: come produciamo i suoni del linguaggio.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Apparato fonatorio L’insieme degli organi che usiamo per parlare
Laringe L’organo in fondo alla gola che contiene le corde vocali (il “pomo d’Adamo”)
Corde vocali Due pieghe muscolari nella laringe che possono vibrare al passaggio dell’aria
Glottide Lo spazio tra le corde vocali
Suono sonoro / sordo Prodotto con / senza vibrazione delle corde vocali
Velo palatino La parte molle in fondo al palato: alzato chiude il naso, abbassato lo apre
Articolatori Le parti che modellano il suono: labbra, denti, alveoli, palato, velo, lingua

La spiegazione

Tre parti: il motore, la sorgente, il filtro

Possiamo immaginare l’apparato fonatorio come uno strumento a fiato in tre parti.

  1. Il motore: i polmoni. Spingono fuori l’aria. Quasi tutti i suoni delle lingue del mondo si producono con aria che esce (si dice egressiva).
  2. La sorgente: la laringe. Le corde vocali possono stare aperte, e l’aria passa libera, oppure avvicinarsi e vibrare, producendo un ronzio.
  3. Il filtro: le cavità sopra la laringe. Faringe, bocca e naso cambiano forma e trasformano il ronzio in a, i, m, s e in tutti gli altri suoni.

Sonore e sorde

Metti due dita sulla gola e pronuncia a lungo ssss, poi zzzz (quello di rosa come si dice al Nord). Con la seconda senti una vibrazione: sono le corde vocali. I suoni con vibrazione sono sonori, quelli senza sono sordi.

Molte consonanti italiane formano coppie che differiscono solo per questo: /p/–/b/, /t/–/d/, /k/–/g/, /f/–/v/, /s/–/z/. Le vocali, in italiano, sono sempre sonore.

Orali e nasali

Il velo palatino funziona come una porta. Se è alzato, l’aria esce solo dalla bocca e il suono è orale. Se è abbassato, l’aria passa anche dal naso e il suono è nasale, come /m/ e /n/. Prova a dire mamma tappandoti il naso: il suono cambia subito. Per lo stesso motivo, con il naso chiuso dal raffreddore, mamma suona quasi come babba e nonno come dondo: senza il passaggio nel naso, /m/ e /n/ diventano /b/ e /d/.

Gli articolatori

Nella bocca alcune parti si muovono (labbra, lingua, mandibola, velo) e altre restano ferme (denti superiori, alveoli, palato duro). Un suono nasce quando una parte mobile si avvicina a una fissa. Per /p/ si toccano le due labbra; per /t/ la punta della lingua tocca gli alveoli, la sporgenza dietro i denti superiori; per /k/ il dorso della lingua tocca il velo.

Il punto in cui avviene il contatto si chiama luogo di articolazione, e il modo in cui l’aria viene ostacolata si chiama modo di articolazione. Sono le due coordinate che useremo per classificare le consonanti nella prossima lezione.

Le tre branche della fonetica

La fonetica articolatoria studia come si producono i suoni; quella acustica le onde sonore che viaggiano nell’aria, misurate con programmi che ne mostrano la forma; quella uditiva (o percettiva) come l’orecchio e il cervello li riconoscono.

Lo schema

Parte Organi Che cosa fa
Motore Polmoni, diaframma Spinge fuori l’aria
Sorgente Laringe, corde vocali Decide se il suono è sonoro o sordo
Filtro Faringe, bocca, naso Dà al suono la sua forma: vocale o consonante, orale o nasale

Errori comuni e falsi miti

  • “Le corde vocali sono corde, come quelle di una chitarra.” Sono pieghe di muscolo e mucosa. Il nome è solo un’immagine.
  • “Sonoro vuol dire forte.” No: indica solo che le corde vocali vibrano. Una /s/ gridata resta sorda, e una /z/ detta a bassa voce resta sonora.
  • “Fonetica e fonologia sono la stessa cosa.” La fonetica studia i suoni come fatti fisici; la fonologia studia come una lingua li usa per distinguere le parole (lezione 3).
  • “Tutte le lingue usano gli stessi suoni.” Ogni lingua sceglie i suoi. Lo xhosa, in Sudafrica, usa anche dei clic, che l’italiano non ha.

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