Linguistica 2 – Fonetica e fonologia · Lezione 1 di 4 · circa 10 minuti di lettura
Per parlare non abbiamo un organo apposito: usiamo organi nati per respirare e mangiare. L’aria esce dai polmoni, passa dalla laringe, dove le corde vocali possono vibrare, e arriva nella bocca e nel naso. Qui lingua, labbra, denti e palato la modellano in suoni diversi. La fonetica articolatoria studia proprio questo: come produciamo i suoni del linguaggio.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Apparato fonatorio | L’insieme degli organi che usiamo per parlare |
| Laringe | L’organo in fondo alla gola che contiene le corde vocali (il “pomo d’Adamo”) |
| Corde vocali | Due pieghe muscolari nella laringe che possono vibrare al passaggio dell’aria |
| Glottide | Lo spazio tra le corde vocali |
| Suono sonoro / sordo | Prodotto con / senza vibrazione delle corde vocali |
| Velo palatino | La parte molle in fondo al palato: alzato chiude il naso, abbassato lo apre |
| Articolatori | Le parti che modellano il suono: labbra, denti, alveoli, palato, velo, lingua |
Possiamo immaginare l’apparato fonatorio come uno strumento a fiato in tre parti.
Metti due dita sulla gola e pronuncia a lungo ssss, poi zzzz (quello di rosa come si dice al Nord). Con la seconda senti una vibrazione: sono le corde vocali. I suoni con vibrazione sono sonori, quelli senza sono sordi.
Molte consonanti italiane formano coppie che differiscono solo per questo: /p/–/b/, /t/–/d/, /k/–/g/, /f/–/v/, /s/–/z/. Le vocali, in italiano, sono sempre sonore.
Il velo palatino funziona come una porta. Se è alzato, l’aria esce solo dalla bocca e il suono è orale. Se è abbassato, l’aria passa anche dal naso e il suono è nasale, come /m/ e /n/. Prova a dire mamma tappandoti il naso: il suono cambia subito. Per lo stesso motivo, con il naso chiuso dal raffreddore, mamma suona quasi come babba e nonno come dondo: senza il passaggio nel naso, /m/ e /n/ diventano /b/ e /d/.
Nella bocca alcune parti si muovono (labbra, lingua, mandibola, velo) e altre restano ferme (denti superiori, alveoli, palato duro). Un suono nasce quando una parte mobile si avvicina a una fissa. Per /p/ si toccano le due labbra; per /t/ la punta della lingua tocca gli alveoli, la sporgenza dietro i denti superiori; per /k/ il dorso della lingua tocca il velo.
Il punto in cui avviene il contatto si chiama luogo di articolazione, e il modo in cui l’aria viene ostacolata si chiama modo di articolazione. Sono le due coordinate che useremo per classificare le consonanti nella prossima lezione.
La fonetica articolatoria studia come si producono i suoni; quella acustica le onde sonore che viaggiano nell’aria, misurate con programmi che ne mostrano la forma; quella uditiva (o percettiva) come l’orecchio e il cervello li riconoscono.
| Parte | Organi | Che cosa fa |
|---|---|---|
| Motore | Polmoni, diaframma | Spinge fuori l’aria |
| Sorgente | Laringe, corde vocali | Decide se il suono è sonoro o sordo |
| Filtro | Faringe, bocca, naso | Dà al suono la sua forma: vocale o consonante, orale o nasale |
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