Storia 8 – Ottocento e Risorgimento · Unità 1 · circa 12 minuti di lettura
Nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860 poco più di mille volontari, le camicie rosse guidate da Giuseppe Garibaldi, partono da Quarto, vicino a Genova, per aiutare l’insurrezione in Sicilia. In pochi mesi, con l’appoggio di molti siciliani, conquistano l’isola e poi risalgono la penisola fino a Napoli. Il Regno delle Due Sicilie crolla. Cavour, preoccupato, fa intervenire l’esercito piemontese, e il 26 ottobre a Teano Garibaldi consegna le sue conquiste a Vittorio Emanuele II.
| Data | Evento |
|---|---|
| Aprile 1860 | Rivolta a Palermo (rivolta della Gancia) |
| 5–6 maggio 1860 | I Mille partono da Quarto |
| 11 maggio 1860 | Sbarco a Marsala |
| 15 maggio 1860 | Battaglia di Calatafimi |
| Fine maggio–giugno 1860 | Conquista di Palermo |
| Luglio 1860 | Battaglia di Milazzo |
| 7 settembre 1860 | Garibaldi entra a Napoli |
| 18 settembre 1860 | I piemontesi battono le truppe pontificie a Castelfidardo |
| 1–2 ottobre 1860 | Battaglia del Volturno |
| 21 ottobre 1860 | Plebisciti nel Mezzogiorno |
| 26 ottobre 1860 | Incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II |
Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza nel 1807, è il personaggio più popolare del Risorgimento. Mazziniano in gioventù, condannato a morte in contumacia dopo un moto fallito, ha combattuto per anni in Sud America, dove ha imparato la guerriglia. Ha difeso la Repubblica romana nel 1849 e guidato i Cacciatori delle Alpi nel 1859. Per la sua audacia e la sua semplicità è conosciuto come l’“eroe dei due mondi”.
Nell’aprile 1860 a Palermo scoppia una rivolta contro i Borbone. I patrioti siciliani, come Francesco Crispi e Rosolino Pilo, chiedono a Garibaldi di intervenire. Cavour non lo appoggia apertamente, per non irritare le potenze europee, ma nemmeno lo ferma. Nella notte tra il 5 e il 6 maggio circa 1.090 volontari si imbarcano a Quarto su due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo. Sono in gran parte giovani del Nord: studenti, artigiani, professionisti, con armi vecchie e poche munizioni.
L’11 maggio i Mille sbarcano a Marsala. A Salemi Garibaldi si proclama dittatore della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II. Il 15 maggio, a Calatafimi, sconfigge un reparto borbonico molto più numeroso: è una vittoria soprattutto morale. Migliaia di siciliani, i “picciotti”, si uniscono a lui. A fine maggio entra a Palermo; a luglio vince a Milazzo. Ad agosto quasi tutta l’isola è libera.
Molti contadini sperano che la rivoluzione porti loro la terra. Quando a Bronte, ad agosto, i contadini si rivoltano contro i proprietari, il luogotenente di Garibaldi Nino Bixio reprime la rivolta con fucilazioni sommarie. È un episodio che mostra le tensioni tra l’unità politica e le attese sociali del Sud.
Nell’agosto 1860 Garibaldi passa lo stretto di Messina e risale la Calabria quasi senza combattere: l’esercito borbonico si disgrega. Il 7 settembre entra a Napoli, accolto dalla folla. Il re Francesco II si ritira nella fortezza di Gaeta. Il 1–2 ottobre, sul fiume Volturno, Garibaldi respinge l’ultimo grande contrattacco borbonico.
Cavour teme che Garibaldi, spinto dai democratici e da Mazzini, marci su Roma: questo provocherebbe la reazione della Francia, che protegge il papa. Decide di anticiparlo. L’esercito piemontese entra nello Stato della Chiesa, vince a Castelfidardo (18 settembre) e occupa Marche e Umbria, lasciando al papa solo Roma e il Lazio. Poi scende verso Napoli.
Il 21 ottobre i plebisciti nel Mezzogiorno approvano l’annessione al Regno di Vittorio Emanuele II. Il 26 ottobre, a Teano, Garibaldi incontra il re e lo saluta come “re d’Italia”. Rifiuta ogni onore e ricompensa e si ritira nella sua isola di Caprera, con un sacco di sementi.
| Tappa | Quando | Che cosa succede |
|---|---|---|
| Quarto | 5–6 maggio | Partenza di circa 1.090 volontari |
| Marsala | 11 maggio | Sbarco in Sicilia |
| Calatafimi | 15 maggio | Prima vittoria |
| Palermo e Milazzo | Maggio–luglio | Conquista della Sicilia |
| Napoli | 7 settembre | Ingresso nella capitale |
| Volturno | 1–2 ottobre | Ultima battaglia contro i Borbone |
| Teano | 26 ottobre | Consegna delle conquiste al re |
| Personaggio | Chi era |
|---|---|
| Giuseppe Garibaldi | Comandante dei Mille, l'”eroe dei due mondi” |
| Nino Bixio | Luogotenente di Garibaldi, responsabile della repressione di Bronte |
| Francesco Crispi | Patriota siciliano, organizzatore della spedizione, poi presidente del Consiglio |
| Francesco II di Borbone | Ultimo re delle Due Sicilie |
| Ippolito Nievo | Scrittore, uno dei Mille, autore delle “Confessioni d’un italiano” |
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