Linguistica 5 – Significato e uso · Lezione 2 di 3 · circa 11 minuti di lettura
Parlare non serve solo a descrivere il mondo: serve anche ad agire. Quando dico “Prometto di venire” non descrivo una promessa, la faccio. Il filosofo inglese John L. Austin chiamò queste azioni atti linguistici. La pragmatica è la parte della linguistica che studia come usiamo la lingua nelle situazioni concrete: che cosa facciamo con le parole, e come chi ascolta capisce che cosa intendiamo davvero.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Pragmatica | Lo studio della lingua in uso, nel contesto |
| Enunciato performativo | Un enunciato che compie un’azione: “Vi dichiaro marito e moglie” |
| Enunciato constativo | Un enunciato che descrive, vero o falso: “Piove” |
| Atto locutivo | Il fatto di dire qualcosa, con certi suoni e un certo significato |
| Atto illocutivo | L’azione che si compie dicendo: promettere, ordinare, chiedere |
| Atto perlocutivo | L’effetto ottenuto su chi ascolta: convincere, spaventare |
| Atto linguistico indiretto | Un atto compiuto attraverso la forma di un altro |
Negli anni Cinquanta Austin tenne una serie di lezioni, pubblicate nel 1962 con il titolo Come fare cose con le parole. Notò che alcuni enunciati non sono né veri né falsi. “Battezzo questa nave Italia”, “Ti scommetto dieci euro”, “La seduta è aperta”: chi li pronuncia, nelle giuste circostanze, compie un’azione. Austin li chiamò performativi, dall’inglese to perform, “eseguire”.
Un performativo può però “fallire”. Se uno sconosciuto dice “Vi dichiaro marito e moglie” in un bar, il matrimonio non avviene. Perché l’atto riesca devono essere rispettate delle condizioni di felicità: la persona giusta, la situazione giusta, l’intenzione sincera.
Austin capì poi che ogni enunciato compie un’azione. In ogni atto linguistico distinse tre livelli. Prendiamo la frase “Qui fa freddo”, detta a un amico in una stanza con la finestra aperta:
Il filosofo americano John Searle, allievo di Austin, classificò gli atti illocutivi in cinque tipi:
Spesso non diciamo direttamente che cosa vogliamo. “Mi passi il sale?” ha la forma di una domanda sulla capacità di chi ascolta, ma è una richiesta. Se qualcuno rispondesse solo “Sì, posso” senza muoversi, sarebbe una battuta. Allo stesso modo “Sai che ore sono?” non chiede se conosci l’ora: chiede di dirla.
Gli atti indiretti sono molto usati per cortesia: una richiesta indiretta è più gentile di un ordine. “Potresti chiudere la porta?” suona meglio di “Chiudi la porta”. Ogni cultura ha però le sue regole: ciò che in una lingua è cortese, in un’altra può sembrare freddo o esagerato.
| Tipo | A che cosa serve | Esempio |
|---|---|---|
| Assertivo | Dire come stanno le cose | “Il treno è in ritardo.” |
| Direttivo | Far fare qualcosa | “Apri la finestra.” |
| Commissivo | Impegnarsi | “Ti prometto che verrò.” |
| Espressivo | Esprimere sentimenti | “Grazie mille!” |
| Dichiarativo | Cambiare la realtà | “La seduta è tolta.” |
| Personaggio | Chi era |
|---|---|
| John L. Austin | Filosofo inglese (1911–1960), padre della teoria degli atti linguistici |
| John Searle | Filosofo americano, sviluppò e classificò gli atti linguistici |
1Classifica con Searle
1 commissivo · 2 assertivo · 3 espressivo · 4 dichiarativo · 5 direttivo.
2I tre livelli
Sei al ristorante e dici al cameriere: “Si è fatto tardi…” Il cameriere porta il conto. Indica atto locutivo, illocutivo e perlocutivo.
Locutivo: dire la frase con il suo significato letterale. Illocutivo: una richiesta indiretta (“mi porti il conto”). Perlocutivo: il cameriere porta il conto.
3Il performativo fallito
Perché, se uno studente dice al compagno “Ti condanno a cinque anni di carcere”, non succede nulla? Usa l’espressione “condizioni di felicità”.
Perché non sono rispettate le condizioni di felicità: chi parla non ha l’autorità (non è un giudice) e la situazione non è quella giusta (non c’è un processo). L’atto è stato pronunciato, ma non riesce.
4Rendilo indiretto
Trasforma questi ordini in richieste indirette più cortesi: “Chiudi la finestra.” · “Dammi la penna.”
“Ti dispiacerebbe chiudere la finestra?” · “Avresti una penna da prestarmi?”
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