Linguistica 5 – Significato e uso Implicature e principio di cooperazione

Linguistica 5 – Significato e uso · Lezione 3 di 3 · circa 11 minuti di lettura

In breve

Capiamo molto più di quello che viene detto. Se chiedo “Com’era il film?” e mi rispondi “La colonna sonora era bella”, capisco che il film non ti è piaciuto. Il filosofo Paul Grice ha spiegato questo fenomeno con il principio di cooperazione e quattro massime della conversazione. Ciò che capiamo senza che sia detto si chiama implicatura.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Principio di cooperazione Chi parla contribuisce alla conversazione in modo adatto allo scopo comune
Massime conversazionali Quattro regole implicite: quantità, qualità, relazione, modo
Implicatura Ciò che si comunica senza dirlo esplicitamente
Sfruttamento di una massima Violarla apertamente per comunicare un significato in più
Presupposizione Ciò che una frase dà per scontato

La spiegazione

Il principio di cooperazione

Nel 1975 il filosofo inglese Paul Grice propose un’idea semplice: quando parliamo, partiamo dal presupposto che l’altro stia collaborando con noi. È il principio di cooperazione: “Dai il tuo contributo alla conversazione così come è richiesto, nel momento in cui avviene, dallo scopo accettato dello scambio”. Da questo principio derivano quattro massime.

Le quattro massime

  • Quantità: dai tutte le informazioni necessarie, ma non più del necessario.
  • Qualità: di’ solo ciò che ritieni vero e di cui hai prove.
  • Relazione (o pertinenza): sii pertinente, parla di ciò che c’entra.
  • Modo: sii chiaro, evita ambiguità e oscurità, sii breve e ordinato.

Le massime non sono regole di galateo: descrivono le aspettative che usiamo per interpretare ciò che sentiamo.

Le implicature

Quando qualcuno sembra non rispettare una massima, chi ascolta non pensa che stia parlando a caso: cerca un significato che renda la risposta cooperativa. Questo significato in più è l’implicatura conversazionale.

  • A: “C’è un benzinaio qui vicino?” B: “Dietro l’angolo c’è un distributore.” → B implica che il distributore è aperto e ha benzina (relazione).
  • A: “Hai fatto i compiti?” B: “Ho fatto quelli di matematica.” → B implica che non ha fatto gli altri (quantità).
  • A: “Vieni alla festa?” B: “Domani ho l’esame.” → B implica che non verrà (relazione).

Sfruttare le massime

A volte una massima viene violata in modo così evidente che chi ascolta capisce subito che c’è un messaggio nascosto. Grice parla di sfruttamento (in inglese flouting):

  • l’ironia: guardando la pioggia, “Che bella giornata!” viola la massima di qualità, e capiamo il contrario;
  • la metafora: “Quel professore è una roccia” è letteralmente falso, ma capiamo che è solido e affidabile;
  • la lettera di referenza dell’esempio di Grice: un professore scrive di uno studente solo “Ha un’ottima calligrafia ed è sempre puntuale”. Violando la quantità, fa capire che non ha nulla di buono da dire sulle sue capacità.

Implicature e presupposizioni

Un’implicatura si può cancellare senza contraddirsi: “Ho fatto i compiti di matematica, e anche tutti gli altri.” Una presupposizione, invece, resta anche se neghiamo la frase. “Marco ha smesso di fumare” e “Marco non ha smesso di fumare” presuppongono entrambe che Marco fumava. Le presupposizioni possono essere usate per far passare informazioni senza discuterle: “Quando hai smesso di copiare ai compiti?”

Lo schema: le massime di Grice

Massima Regola Esempio di implicatura
Quantità Né troppo né troppo poco “Alcuni studenti hanno passato l’esame” → non tutti
Qualità Di’ il vero “Che bella giornata!” sotto la pioggia → ironia
Relazione Sii pertinente “Domani ho l’esame” → non vengo alla festa
Modo Sii chiaro e ordinato Parlare per enigmi davanti ai bambini → non voglio che capiscano

I personaggi

Personaggio Chi era
Paul Grice Filosofo inglese (1913–1988), autore della teoria delle implicature
Dan Sperber e Deirdre Wilson Linguisti che hanno sviluppato la “teoria della pertinenza”, partendo da Grice

Errori comuni e falsi miti

  • “Le massime di Grice sono regole di buona educazione.” Sono le aspettative con cui interpretiamo ciò che sentiamo, anche quando vengono violate.
  • “Violare una massima significa non cooperare.” Spesso la violazione è proprio il modo per comunicare qualcosa in più.
  • “Implicatura e presupposizione sono la stessa cosa.” L’implicatura si può cancellare, la presupposizione resta anche se la frase viene negata.
  • “‘Alcuni’ vuol dire ‘non tutti’.” Letteralmente no: “alcuni” è compatibile con “tutti”. Il “non tutti” è un’implicatura legata alla massima di quantità.

Esercizi

1Che cosa si capisce?

Indica l’implicatura e la massima coinvolta.

  1. A: “Ti è piaciuta la cena da Luca?” B: “Il vino era buono.”
  2. A: “Hai letto tutti i capitoli?” B: “Ho letto i primi tre.”
  3. A: “Usciamo stasera?” B: “Ho la febbre.”
  4. Durante un temporale: “Splendida giornata per una gita!”
Vedi la soluzione
  1. La cena non era un granché (quantità e relazione: dice solo la cosa positiva, e marginale).
  2. Non ha letto gli altri (quantità).
  3. Non uscirà (relazione).
  4. Il contrario: è ironia, sfruttamento della qualità.

2Implicatura o presupposizione?

Prova a negare o a cancellare. Che cosa resta?

  1. “Giulia è tornata dalla Spagna.”
  2. “Alcuni studenti hanno superato l’esame.”
Vedi la soluzione
  1. Presupposizione: Giulia era andata in Spagna. Resta anche negando (“Giulia non è tornata dalla Spagna”).
  2. Implicatura: non tutti l’hanno superato. Si può cancellare senza contraddirsi: “Alcuni, anzi tutti, hanno superato l’esame.”

3Smaschera la domanda

Che cosa dà per scontato la domanda “Perché il tuo partito ha aumentato le tasse?” Come si può rispondere senza accettarlo?

Vedi una risposta modello

Presuppone che il partito abbia aumentato le tasse. Per non accettarlo bisogna contestare la presupposizione: “Il mio partito non ha aumentato le tasse.”

Per approfondire

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