Glottologia 2 – L'indoeuropeo L'ipotesi indoeuropea: storia della scoperta

Glottologia 2 – L’indoeuropeo · Lezione 1 di 4 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Nel 1786 un giudice inglese in India, William Jones, notò che il sanscrito somigliava al greco e al latino troppo per essere un caso. Nell’Ottocento i linguisti tedeschi e danesi dimostrarono che queste lingue, insieme a molte altre d’Europa e d’Asia, derivano da un’unica lingua madre, mai scritta: l’indoeuropeo (o protoindoeuropeo). Dove e quando si parlasse è ancora discusso: l’ipotesi più accreditata indica le steppe a nord del Mar Nero, tra il quinto e il quarto millennio a.C.

Le date da sapere

Data Evento
1786 William Jones, a Calcutta, nota la parentela tra sanscrito, greco e latino
1816 Franz Bopp confronta la coniugazione del verbo in sanscrito, greco, latino, persiano e germanico
1818–1822 Rasmus Rask e Jacob Grimm descrivono le corrispondenze delle consonanti germaniche
1861 August Schleicher propone l’albero genealogico delle lingue indoeuropee
1879 Saussure ipotizza suoni scomparsi, poi chiamati “laringali”
1915 Bedřich Hrozný decifra l’ittita, la più antica lingua indoeuropea documentata

La spiegazione

La scoperta di William Jones

Sir William Jones era un giudice della Corte suprema di Calcutta, appassionato di lingue. Studiando il sanscrito, l’antica lingua sacra dell’India, notò somiglianze impressionanti con il greco e il latino, nelle radici dei verbi e nelle forme grammaticali. In un celebre discorso del 1786 disse che queste lingue dovevano derivare da una fonte comune, “che forse non esiste più”, e che probabilmente da quella fonte venivano anche il gotico, il celtico e il persiano antico.

Qualche esempio:

Significato Sanscrito Greco Latino
padre pitár- patḗr pater
madre mātár- mḗtēr mater
tre tráyas treîs tres
egli è ásti estí est

Nasce la grammatica comparata

All’inizio dell’Ottocento la scoperta diventa scienza. Nel 1816 il tedesco Franz Bopp confronta sistematicamente la coniugazione dei verbi nelle diverse lingue, e si accorge che le desinenze corrispondono. Il danese Rasmus Rask e il tedesco Jacob Grimm, lo stesso delle fiabe con il fratello Wilhelm, scoprono le corrispondenze regolari delle consonanti tra il germanico e le altre lingue (la “legge di Grimm”, lezione 3). Nasce la grammatica comparata.

L’albero e le onde

Nel 1861 August Schleicher rappresenta le lingue indoeuropee come un albero genealogico: dalla radice comune si staccano rami, che a loro volta si dividono in rami più piccoli. Schleicher arrivò perfino a scrivere una breve favola in indoeuropeo ricostruito.

Pochi anni dopo, nel 1872, Johannes Schmidt propose un modello diverso, la teoria delle onde: le innovazioni si diffondono nello spazio come onde in uno stagno e possono passare da un ramo all’altro. Oggi i due modelli sono considerati complementari: l’albero descrive le separazioni, le onde i contatti.

Le laringali e l’ittita

Nel 1879 un giovane Ferdinand de Saussure, quello del segno linguistico, ipotizzò che l’indoeuropeo avesse dei suoni che non si erano conservati in nessuna lingua conosciuta, ma che spiegavano molte irregolarità. Era una pura deduzione. Nel 1915 il ceco Bedřich Hrozný decifrò l’ittita, la lingua di un antico impero dell’Anatolia (l’attuale Turchia), documentata già nel II millennio a.C. Pochi anni dopo si scoprì che l’ittita conservava proprio alcuni di quei suoni, oggi chiamati laringali e scritti h₁, h₂, h₃. Fu una conferma spettacolare del metodo comparativo.

Dove e quando?

Dove vivevano i parlanti dell’indoeuropeo? Il luogo d’origine si chiama, con un termine tedesco, Urheimat. Le due ipotesi principali sono:

  • l’ipotesi delle steppe (o dei kurgan), proposta dall’archeologa Marija Gimbutas: popoli di pastori delle steppe tra il Mar Nero e il Mar Caspio, tra il V e il IV millennio a.C., che conoscevano il cavallo e il carro;
  • l’ipotesi anatolica dell’archeologo Colin Renfrew: i primi agricoltori dell’Anatolia, intorno al VII millennio a.C., che avrebbero diffuso le lingue insieme all’agricoltura.

Negli ultimi anni gli studi sul DNA antico hanno mostrato grandi migrazioni dalle steppe verso l’Europa intorno al 3000 a.C., e oggi la maggior parte degli studiosi preferisce l’ipotesi delle steppe. Il lessico ricostruito, con parole per “ruota” e “cavallo”, va nella stessa direzione (lezione 4).

Lo schema: le tappe della scoperta

Studioso Anno Contributo
William Jones 1786 Intuisce la fonte comune di sanscrito, greco e latino
Franz Bopp 1816 Confronta sistematicamente la coniugazione
Rask e Grimm 1818–1822 Corrispondenze regolari delle consonanti
August Schleicher 1861 Albero genealogico
Ferdinand de Saussure 1879 Ipotizza le laringali
Bedřich Hrozný 1915 Decifra l’ittita

Errori comuni e falsi miti

  • “Il sanscrito è la lingua madre delle lingue europee.” È una lingua sorella, molto antica e conservativa, ma deriva anch’essa dall’indoeuropeo.
  • “L’indoeuropeo è documentato da antiche iscrizioni.” Non esiste nessun testo: è interamente ricostruito.
  • “Indoeuropei era il nome di un popolo.” È un termine moderno per indicare chi parlava quella lingua; non sappiamo come si chiamassero.
  • “L’indoeuropeo ha a che fare con le ‘razze’.” È un concetto linguistico. Il suo uso razzista nel Novecento, con il mito degli “ariani”, è stato una distorsione priva di basi scientifiche.

Esercizi

1Metti in ordine

Ordina gli eventi dal più antico al più recente.

a) Hrozný decifra l’ittita · b) Jones parla della “fonte comune” · c) Schleicher disegna l’albero · d) Bopp confronta la coniugazione · e) Saussure ipotizza le laringali

Vedi la soluzione

b (1786) → d (1816) → c (1861) → e (1879) → a (1915).

2Albero o onde?

Quale modello descrive meglio ogni situazione?

  1. Il latino si divide in italiano, spagnolo, francese…
  2. Un’innovazione nata nel balto-slavo si diffonde anche in alcune lingue vicine di un altro ramo.
Vedi la soluzione

1 l’albero genealogico: una lingua si separa in lingue figlie. · 2 le onde: le innovazioni passano da un ramo all’altro per contatto. I due modelli si completano.

3Perché l’ittita è stato una prova?

Spiega in tre righe perché la decifrazione dell’ittita è considerata una conferma del metodo comparativo.

Vedi una risposta modello

Saussure aveva ipotizzato nel 1879, solo per deduzione, l’esistenza di suoni scomparsi in tutte le lingue conosciute. Quando fu decifrato l’ittita, una lingua scoperta dopo, si vide che conservava proprio alcuni di quei suoni. Una previsione del metodo è stata confermata da nuovi dati.

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