Linguistica 1 – Che cos'è il linguaggio Saussure: segno, significante e significato

Linguistica 1 – Che cos’è il linguaggio · Lezione 2 di 4 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Ferdinand de Saussure (1857–1913), linguista svizzero, è considerato il padre della linguistica moderna. Il suo Corso di linguistica generale, pubblicato nel 1916 dagli allievi dopo la sua morte, introduce idee che si studiano ancora al primo anno. Le più importanti: il segno linguistico è l’unione di un significante e di un significato; il legame tra i due è arbitrario; la lingua è un sistema in cui ogni elemento vale per le sue differenze dagli altri.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Segno linguistico L’unione inseparabile di un significante e di un significato
Significante L’immagine acustica: la sequenza di suoni /’albero/ come la percepiamo
Significato Il concetto: l’idea di “albero” nella nostra mente
Referente L’oggetto reale nel mondo, quel particolare albero (Saussure non lo include nel segno)
Arbitrarietà Non c’è un motivo naturale per cui quel suono indichi quel concetto
Langue e parole Il sistema condiviso dalla comunità e il suo uso individuale, concreto
Sincronia e diacronia Lo studio di una lingua in un dato momento e lo studio della sua evoluzione nel tempo

La spiegazione

Il segno ha due facce

Per Saussure una parola non è un’etichetta attaccata a una cosa. È l’unione di due elementi mentali: un significante (l’immagine dei suoni) e un significato (il concetto). Saussure le paragona alle due facce di un foglio di carta: non si può tagliare l’una senza tagliare anche l’altra.

Attenzione: il significato non è l’oggetto reale. L’albero del giardino è il referente. Il significato è l’idea generale di albero, che usiamo anche per parlare di alberi che non abbiamo mai visto.

L’arbitrarietà

Perché l’animale che abbaia si chiama cane in italiano, dog in inglese e Hund in tedesco? Perché il legame tra significante e significato è arbitrario: non dipende dalla natura della cosa, ma da una convenzione della comunità. Se fosse naturale, tutte le lingue userebbero la stessa parola.

Arbitrario non vuol dire che ognuno può scegliere le parole che vuole. Il singolo parlante non può cambiare la lingua da solo: deve usare le parole che la comunità ha accettato.

Le onomatopee (chicchirichì, bau) sembrano un’eccezione, perché imitano un suono. Ma anche loro cambiano da lingua a lingua: il gallo inglese fa cock-a-doodle-doo. Sono solo in parte motivate.

La lingua come sistema

Per Saussure la lingua è un sistema: ogni elemento ha valore per come si distingue dagli altri. Il suo esempio è la partita a scacchi. Un cavallo non vale per il materiale di cui è fatto, ma per le mosse che può fare rispetto agli altri pezzi. Se lo perdiamo, possiamo sostituirlo con un tappo di bottiglia, purché si muova come un cavallo.

Lo stesso vale per le parole. L’italiano ha fiume e torrente; il francese distingue fleuve (che sfocia nel mare) da rivière (che si getta in un altro fiume). Il valore di fiume dipende da quali altre parole gli stanno accanto nel sistema.

Langue e parole

Saussure distingue la langue, il sistema di regole condiviso da tutti i parlanti, dalla parole, l’atto concreto con cui una persona parla in un certo momento. La langue è sociale e astratta; la parole è individuale e varia. Secondo Saussure l’oggetto della linguistica è prima di tutto la langue.

Sincronia e diacronia

Una lingua si può studiare in due modi. In sincronia: com’è fatta in un dato momento, per esempio l’italiano di oggi. In diacronia: come cambia nel tempo, per esempio dal latino all’italiano. Prima di Saussure la linguistica era soprattutto storica; lui sostiene che anche lo studio sincronico è scientifico, e che i due punti di vista non vanno mescolati.

Lo schema: il segno linguistico

Elemento Dove si trova Esempio con la parola “albero”
Significante Nella mente (immagine dei suoni) La sequenza di suoni a-l-b-e-r-o
Significato Nella mente (concetto) L’idea di pianta con tronco, rami e foglie
Referente Nel mondo, fuori dal segno Il platano davanti a casa tua
Il segno linguistico secondo Saussure: significato e significante, uniti come le due facce di un foglio
Il segno linguistico di Saussure.

Errori comuni e falsi miti

  • “Il significato è la cosa reale.” No: la cosa reale è il referente. Il significato è un concetto mentale.
  • “Saussure ha scritto il Corso di linguistica generale.” Il libro fu pubblicato nel 1916 da due suoi allievi, Charles Bally e Albert Sechehaye, a partire dagli appunti degli studenti.
  • “Arbitrario vuol dire casuale o modificabile a piacere.” Vuol dire non motivato da ragioni naturali. Per il singolo parlante la lingua resta un vincolo.
  • “Le onomatopee dimostrano che le parole imitano le cose.” Sono poche e cambiano da lingua a lingua: confermano che anche loro sono in parte convenzionali.

Esercizi

1Significante, significato o referente?

Per la parola gatto, classifica ogni elemento.

  1. Micio, il gatto rosso della tua vicina.
  2. La sequenza di suoni /’gatto/.
  3. L’idea di un piccolo felino domestico, che usi anche per gatti che non hai mai visto.
Vedi la soluzione
  1. Referente: l’oggetto reale, fuori dal segno.
  2. Significante: l’immagine acustica.
  3. Significato: il concetto.

2Sincronia o diacronia?

  1. Uno studio su come i ventenni usano oggi la parola tipo.
  2. La ricostruzione di come il latino caballus è diventato cavallo.
  3. Una grammatica dell’italiano contemporaneo.
  4. Una ricerca su come è cambiato il significato di villano dal Medioevo a oggi.
Vedi la soluzione

1 sincronia · 2 diacronia · 3 sincronia · 4 diacronia.

3Il valore nel sistema

L’italiano usa una sola parola, nipote, dove l’inglese ne usa quattro: nephew, niece, grandson, granddaughter. Che cosa dimostra questo esempio, secondo Saussure?

Vedi una risposta modello

Che il significato di una parola non è un’etichetta fissa su una realtà già divisa. È il valore che la parola ha nel sistema, in rapporto alle altre parole. Ogni lingua divide la realtà a modo suo: il “campo” di nipote in inglese è diviso in quattro parti.

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