Storia 8 – Ottocento e Risorgimento · Unità 1 · circa 12 minuti di lettura
Nel 1848 l’Europa è attraversata da un’ondata di rivoluzioni: Parigi, Vienna, Berlino, Budapest, Milano, Venezia, Palermo. È la “primavera dei popoli”. I rivoluzionari chiedono costituzioni, libertà e indipendenza nazionale, e in pochi mesi ottengono moltissimo. Ma entro il 1849 quasi tutto viene riconquistato dai vecchi sovrani. In Italia del Quarantotto restano lo Statuto albertino del Piemonte e il ricordo delle Cinque giornate e della Repubblica romana.
| Data | Evento |
|---|---|
| 12 gennaio 1848 | Insurrezione di Palermo: Ferdinando II concede la costituzione |
| Febbraio 1848 | Rivoluzione a Parigi: nasce la Seconda Repubblica francese |
| 4 marzo 1848 | Carlo Alberto concede lo Statuto albertino |
| 13 marzo 1848 | Rivolta a Vienna: Metternich fugge |
| 18–22 marzo 1848 | Cinque giornate di Milano |
| 22 marzo 1848 | Venezia proclama la Repubblica di San Marco |
| Febbraio 1849 | Nasce la Repubblica romana |
| Luglio–agosto 1849 | Cadono la Repubblica romana e quella di Venezia |
Negli anni precedenti l’Europa ha vissuto cattivi raccolti, fame e una crisi economica che ha lasciato senza lavoro molti artigiani e operai. Alla crisi si aggiunge la rabbia politica: i liberali chiedono costituzioni e parlamenti, i democratici il suffragio universale, i popoli divisi o dominati l’indipendenza. Bastano poche scintille perché l’incendio si propaghi da una capitale all’altra.
A Parigi, nel febbraio, il re Luigi Filippo è costretto ad abdicare e nasce la Seconda Repubblica, che introduce il suffragio universale maschile. A marzo la rivolta arriva a Vienna: il cancelliere Metternich, simbolo della Restaurazione, fugge. Insorgono Berlino, Praga, Budapest. A Francoforte si riunisce un parlamento che vorrebbe unire la Germania. Per un momento sembra che l’ordine del Congresso di Vienna stia crollando.
In Italia la rivoluzione comincia addirittura prima, il 12 gennaio, a Palermo. Ferdinando II di Borbone concede la costituzione, e in poche settimane lo seguono il granduca di Toscana, il papa Pio IX e il re di Sardegna Carlo Alberto, che il 4 marzo concede lo Statuto albertino: sarà la costituzione del futuro Regno d’Italia fino al 1946.
Il 18 marzo, quando arriva la notizia della rivolta di Vienna, Milano insorge contro gli austriaci. Dopo cinque giorni di combattimenti sulle barricate, le Cinque giornate, l’esercito del maresciallo Radetzky si ritira. Lo stesso giorno a Venezia Daniele Manin proclama la Repubblica di San Marco. Il 23 marzo Carlo Alberto dichiara guerra all’Austria: inizia la prima guerra d’indipendenza (prossima lezione).
A Roma il papa Pio IX, spaventato dalla piega democratica della rivoluzione, nel novembre 1848 fugge a Gaeta, nel Regno delle Due Sicilie. Nel febbraio 1849 un’assemblea eletta a suffragio universale maschile proclama la Repubblica romana, guidata da un triumvirato di cui fa parte Mazzini. La sua costituzione è tra le più avanzate dell’epoca: libertà di culto, abolizione della pena di morte.
Per riportare il papa a Roma interviene la Francia. La difesa della città è guidata da Giuseppe Garibaldi; dopo un mese di assedio, all’inizio di luglio 1849 i francesi entrano a Roma. Ad agosto, stremata dal colera e dalla fame, capitola anche Venezia.
Entro il 1849 eserciti e sovrani riprendono il controllo quasi ovunque. Le rivoluzioni falliscono perché sono divise: liberali moderati e democratici si temono a vicenda, le diverse nazionalità si combattono tra loro, e gli eserciti restano fedeli ai re. In Francia il presidente Luigi Napoleone Bonaparte, eletto nel dicembre 1848, nel 1851 fa un colpo di Stato e l’anno dopo diventa imperatore con il nome di Napoleone III.
In Italia l’unico frutto duraturo è lo Statuto albertino, che il nuovo re Vittorio Emanuele II non ritira. Il Piemonte diventa così il punto di riferimento dei patrioti di tutta la penisola. In italiano è rimasta anche un’espressione: “fare un quarantotto”, cioè creare una gran confusione.
| Dove | Che cosa succede | Come finisce |
|---|---|---|
| Palermo e Napoli | Insurrezione e costituzione (gennaio 1848) | Ferdinando II ritira la costituzione e riconquista la Sicilia |
| Torino | Statuto albertino (marzo 1848) | Resta in vigore: unico successo duraturo |
| Milano | Cinque giornate (marzo 1848) | Gli austriaci tornano nell’agosto 1848 |
| Venezia | Repubblica di San Marco | Capitola nell’agosto 1849 |
| Roma | Repubblica romana (febbraio 1849) | Cade per l’intervento francese nel luglio 1849 |
| Personaggio | Chi era |
|---|---|
| Klemens von Metternich | Cancelliere austriaco, simbolo della Restaurazione, fuggito nel 1848 |
| Carlo Alberto | Re di Sardegna, concesse lo Statuto e dichiarò guerra all’Austria |
| Daniele Manin | Avvocato, guida della Repubblica di San Marco a Venezia |
| Joseph Radetzky | Maresciallo austriaco, comandante in Italia |
| Giuseppe Garibaldi | Difensore della Repubblica romana |
1Metti in ordine
a) Cinque giornate di Milano · b) insurrezione di Palermo · c) Statuto albertino · d) nascita della Repubblica romana · e) fuga di Metternich da Vienna
b (12 gennaio 1848) → c (4 marzo) → e (13 marzo) → a (18–22 marzo) → d (febbraio 1849).
2Che cosa chiedevano?
Le rivoluzioni del 1848 avevano tre richieste principali. Quali? Per ognuna trova un esempio italiano.
Costituzioni (lo Statuto albertino, la costituzione concessa da Ferdinando II); libertà politiche (stampa, associazione); indipendenza nazionale (le Cinque giornate contro l’Austria, la Repubblica di San Marco a Venezia).
3Un bilancio
In cinque righe: il Quarantotto italiano è stato un fallimento? Che cosa resta?
Nell’immediato sì: entro il 1849 i sovrani riprendono il potere e l’Austria torna padrona del Lombardo-Veneto. Ma resta lo Statuto albertino, che il Piemonte conserva, e il Piemonte diventa il punto di riferimento dei liberali. Restano anche l’esperienza della partecipazione popolare e il mito della Repubblica romana. E si capisce che senza un esercito regolare e un alleato forte l’Austria non si batte.
Per approfondire
I programmi cambiano da ateneo ad ateneo: quando inizi il corso, controlla sempre quale manuale adotta il tuo docente.
Hai finito la lezione?
Mettiti alla prova con 5 domande: scopri subito se hai capito e leggi la spiegazione di ogni risposta.
Fai il quiz →Vai alla lezione successiva
Per fare il quiz serve un account gratuito: registrati oppure accedi dalla pagina del quiz.