Storia 8 – Ottocento e Risorgimento Mazzini, Gioberti e le idee per l'Italia unita

Storia 8 – Ottocento e Risorgimento · Unità 1 · circa 12 minuti di lettura

In breve

Dopo il Congresso di Vienna l’Italia è divisa in otto Stati, molti controllati dall’Austria. Tra gli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento nascono diversi progetti per unirla. Giuseppe Mazzini vuole una repubblica unitaria conquistata dal popolo con l’insurrezione. Vincenzo Gioberti propone una confederazione di Stati guidata dal papa. I moderati piemontesi guardano ai Savoia. Carlo Cattaneo sogna una repubblica federale. Il Risorgimento sarà la storia dello scontro e dell’incontro tra queste idee.

Le date da sapere

Data Evento
1815 Congresso di Vienna: l’Italia è divisa e sotto l’influenza austriaca
1820–21 e 1831 Moti carbonari, tutti falliti
1831 Mazzini fonda a Marsiglia la Giovine Italia
1843 Gioberti pubblica “Del primato morale e civile degli italiani”
1844 Cesare Balbo pubblica “Delle speranze d’Italia”; spedizione dei fratelli Bandiera
1846 Viene eletto papa Pio IX, considerato liberale

La spiegazione

L’Italia divisa

Nel 1815 il Congresso di Vienna restaura i vecchi sovrani. L’Italia, diceva il ministro austriaco Metternich, è solo “un’espressione geografica”. Il Lombardo-Veneto appartiene direttamente all’Austria; i ducati di Parma, Modena e il Granducato di Toscana sono governati da sovrani legati agli Asburgo. Gli unici Stati con una dinastia italiana sono il Regno di Sardegna dei Savoia, lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie dei Borbone.

Le prime società segrete, come la Carboneria, organizzano i moti del 1820–21 e del 1831 per ottenere costituzioni. Falliscono tutti: i congiurati sono pochi, divisi, e la popolazione non li segue.

Mazzini e la Giovine Italia

Giuseppe Mazzini, genovese, esule dopo un’esperienza nella Carboneria, nel 1831 fonda a Marsiglia la Giovine Italia. Il suo programma è chiaro:

  • l’Italia deve essere una (unitaria), indipendente e repubblicana;
  • a farla deve essere il popolo, con l’insurrezione, non i re o le potenze straniere;
  • il motto è “Dio e popolo”, e il metodo “pensiero e azione”: educare e poi agire.

Mazzini vede la nazione come una missione quasi religiosa, e immagina una “Giovine Europa” di popoli liberi e fratelli. Le insurrezioni mazziniane falliscono una dopo l’altra: nel 1844 i fratelli Bandiera, sbarcati in Calabria, vengono catturati e fucilati. Ma la sua propaganda forma una generazione di patrioti, tra cui Garibaldi.

Gioberti e il neoguelfismo

Il sacerdote piemontese Vincenzo Gioberti, nel 1843, propone un’idea molto diversa: una confederazione degli Stati italiani esistenti, sotto la presidenza del papa. Il suo progetto si chiama neoguelfismo, perché richiama i guelfi medievali, sostenitori del papato. Piace a molti cattolici e moderati perché non richiede rivoluzioni né guerre contro i sovrani. Quando nel 1846 viene eletto Pio IX, che concede un’amnistia e alcune riforme, sembra che il sogno di Gioberti possa realizzarsi.

I moderati e i Savoia

Altri moderati, come Cesare Balbo e Massimo d’Azeglio, pensano che l’unico Stato abbastanza forte da cacciare l’Austria sia il Regno di Sardegna. Propongono riforme graduali e un ruolo guida della monarchia dei Savoia. Sarà questa la strada che, con Cavour, porterà davvero all’unità.

Cattaneo e il federalismo

Il milanese Carlo Cattaneo, intellettuale laico e repubblicano, diffida dei re e del papa. Per lui l’Italia ha una storia di città e regioni molto diverse, e deve diventare una repubblica federale, come la Svizzera o gli Stati Uniti, con ampie autonomie locali.

Lo schema: i progetti per l’Italia

Progetto Chi Forma dello Stato Chi deve farla
Democratico-repubblicano Mazzini Repubblica unitaria Il popolo, con l’insurrezione
Neoguelfo Gioberti Confederazione presieduta dal papa I sovrani, d’accordo tra loro
Moderato sabaudo Balbo, d’Azeglio, poi Cavour Monarchia costituzionale Il Regno di Sardegna
Federalista Cattaneo Repubblica federale I popoli delle diverse regioni

I personaggi

Personaggio Chi era
Giuseppe Mazzini Patriota genovese, fondatore della Giovine Italia, repubblicano
Vincenzo Gioberti Sacerdote e filosofo piemontese, padre del neoguelfismo
Cesare Balbo Moderato piemontese, autore di “Delle speranze d’Italia”
Carlo Cattaneo Intellettuale milanese, federalista e repubblicano
Pio IX Papa dal 1846, all’inizio visto come favorevole alla causa italiana

Falsi miti ed errori comuni

  • “Tutti i patrioti volevano la stessa Italia.” Erano divisi su quasi tutto: repubblica o monarchia, Stato unitario o federale, ruolo del papa.
  • “Mazzini voleva un’Italia governata dai Savoia.” Mazzini era repubblicano e rimase contrario alla monarchia anche dopo l’unità.
  • “Neoguelfismo vuol dire tornare al Medioevo.” Il nome richiama i guelfi, ma il progetto era moderno: una confederazione di Stati con il papa come garante.
  • “Federalismo significa dividere l’Italia.” Per Cattaneo voleva dire unirla rispettando le autonomie delle regioni.

Esercizi

1Chi voleva quale Italia?

Abbina ogni progetto al suo autore: Mazzini · Gioberti · Balbo e i moderati piemontesi · Cattaneo
a) una confederazione di Stati guidata dal papa · b) una repubblica unitaria conquistata dal popolo · c) una repubblica federale · d) un’Italia guidata dai Savoia

Vedi la soluzione

Mazzini b · Gioberti a · Balbo e i moderati d · Cattaneo c.

2Repubblica o monarchia, unità o federazione?

Disegna (o immagina) una tabella con due righe, “repubblica” e “monarchia”, e due colonne, “Stato unitario” e “federazione”. Dove metti Mazzini, Gioberti, Cattaneo e i moderati piemontesi?

Vedi la soluzione

Repubblica + unitario: Mazzini. Repubblica + federazione: Cattaneo. Federazione di monarchie (con il papa a capo): Gioberti. Monarchia + Stato guidato dal Piemonte: i moderati (che pensano a un ingrandimento sabaudo, non per forza a un’Italia tutta unita).

3Perché falliscono i moti?

In quattro righe: perché i moti carbonari del 1820–21 e del 1831 e la spedizione dei fratelli Bandiera fallirono? Che cosa voleva cambiare Mazzini?

Vedi una risposta modello

Erano organizzati da piccoli gruppi segreti, senza l’appoggio della popolazione, soprattutto dei contadini, e senza un aiuto esterno; gli eserciti austriaci li reprimevano facilmente. Mazzini voleva un’organizzazione con un programma chiaro e pubblico, l’Italia unita e repubblicana, e il coinvolgimento del popolo attraverso l’educazione politica.

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