Linguistica 6 – Lingua e società Prestiti e anglicismi

Linguistica 6 – Lingua e società · Lezione 3 di 3 · circa 11 minuti di lettura

In breve

Nessuna lingua è “pura”. Ogni lingua prende parole dalle altre: zucchero viene dall’arabo, guerra dalle lingue germaniche, giardino dal francese, computer dall’inglese. Questi prestiti possono essere adattati alla lingua che li riceve o restare uguali; a volte si traduce invece la struttura della parola, con un calco. Oggi la fonte principale di prestiti è l’inglese, e il dibattito sugli anglicismi è molto vivo.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa Esempio
Prestito Parola presa da un’altra lingua sport, bistecca
Prestito adattato Modificato secondo le regole della lingua che lo riceve bistecca < ingl. beefsteak
Prestito non adattato Mantiene la forma originale weekend, computer
Prestito di necessità Indica una cosa nuova, per cui manca una parola caffè nel Seicento, mouse oggi
Prestito di lusso Esiste già una parola equivalente meeting per riunione
Calco Traduzione della struttura o del significato di una parola straniera grattacielo < skyscraper
Pseudoanglicismo Parola che sembra inglese ma in inglese non esiste in quel senso smart working, footing

La spiegazione

Perché le lingue prendono in prestito

Le lingue prendono parole dalle altre soprattutto per due motivi. Il primo è la necessità: arriva un oggetto, un’idea, una tecnica nuova, e insieme arriva il suo nome, come caffè o pomodoro dopo la scoperta dell’America. Il secondo è il prestigio: si usa una parola straniera perché la lingua da cui viene è associata a una cultura ammirata, alla moda o al potere economico.

La storia dell’italiano in prestiti

I prestiti sono anche una storia dei contatti tra i popoli:

  • germanismi (dai Longobardi e altri popoli germanici): guerra, guardia, bianco, panca, schiena;
  • arabismi (dal Medioevo, attraverso commerci e scienza): zucchero, arancia, magazzino, dogana, ammiraglio, algebra, zero;
  • francesismi: giardino, mangiare, e più tardi parrucchiere, ristorante, abat-jour;
  • spagnolismi (dal Cinque-Seicento): complimento, sussiego, baciamano;
  • anglicismi (soprattutto dal Novecento): sport, film, computer, email, smartphone.

Anche l’italiano ha dato moltissime parole alle altre lingue: piano, opera, soprano nella musica, banca e credito nell’economia, pizza e spaghetti nella cucina, ciao nel saluto.

Adattati e non adattati

Un prestito adattato si piega alla pronuncia e alla grammatica della lingua che lo riceve: bistecca viene dall’inglese beefsteak, tram è diventato tranvai in alcune zone. Un prestito non adattato resta com’è: weekend, computer, bar. In italiano i prestiti recenti tendono a non essere adattati e restano invariabili al plurale: i computer, non i computers.

I calchi

Invece di prendere la parola, a volte si traduce. Nel calco strutturale si ricostruisce la parola straniera con elementi italiani: grattacielo da skyscraper, fine settimana da weekend, ferrovia dal tedesco Eisenbahn. Nel calco semantico una parola italiana esistente acquista un nuovo significato da una parola straniera simile: realizzare nel senso di “rendersi conto” (dall’inglese to realize), salvare un file (da to save).

Il dibattito sugli anglicismi

Oggi molti si chiedono se l’italiano usi troppe parole inglesi, soprattutto nel lavoro, nella tecnologia e nella pubblica amministrazione (spending review, jobs act). L’Accademia della Crusca ha creato un gruppo, Incipit, che propone alternative italiane. I linguisti in genere distinguono: i prestiti di necessità arricchiscono la lingua, quelli di lusso usati per sembrare moderni rischiano di rendere i testi poco chiari. Curiosi sono gli pseudoanglicismi, parole che in inglese non si usano così: smart working (in inglese remote working), footing, beauty case.

Lo schema: prestito o calco?

Tipo Che cosa si prende Esempio
Prestito non adattato La parola intera, così com’è weekend
Prestito adattato La parola, modificata bistecca
Calco strutturale La struttura, tradotta fine settimana
Calco semantico Un significato nuovo per una parola esistente realizzare = rendersi conto

Errori comuni e falsi miti

  • “L’italiano è una lingua pura, rovinata solo oggi dall’inglese.” L’italiano ha sempre preso parole da altre lingue: germaniche, arabe, francesi, spagnole.
  • “Il plurale di computer è computers.” In italiano i prestiti non adattati restano invariabili: i computer.
  • “Smart working è una parola inglese.” È un pseudoanglicismo: in inglese si dice remote working o working from home.
  • “Tutti i prestiti sono inutili.” Molti indicano cose nuove e sono necessari; il problema riguarda semmai quelli che sostituiscono parole italiane chiarissime.

Esercizi

1Classifica

Prestito adattato o non adattato, calco strutturale o semantico, pseudoanglicismo?

  1. bistecca
  2. weekend
  3. grattacielo
  4. realizzare (rendersi conto)
  5. smart working
  6. fine settimana
Vedi la soluzione

1 prestito adattato · 2 prestito non adattato · 3 calco strutturale · 4 calco semantico · 5 pseudoanglicismo · 6 calco strutturale.

2Di dove vengono?

Abbina ogni parola alla lingua da cui l’italiano l’ha presa: zucchero, guerra, giardino, complimento, sport.
Lingue: arabo, germanico, francese, spagnolo, inglese.

Vedi la soluzione

zucchero arabo · guerra germanico · giardino francese · complimento spagnolo · sport inglese.

3Trova l’alternativa

Questi anglicismi sono di necessità o di lusso? Se sono di lusso, proponi una parola italiana: meeting, mouse, deadline, computer, location.

Vedi una soluzione possibile

Di lusso: meeting (riunione), deadline (scadenza), location (luogo, sede). Di necessità o ormai stabili: mouse, computer.

Per approfondire

I programmi cambiano da ateneo ad ateneo: quando inizi il corso, controlla sempre quale manuale adotta il tuo docente.

Hai finito la lezione?

Mettiti alla prova con 5 domande: scopri subito se hai capito e leggi la spiegazione di ogni risposta.

Fai il quiz →

Per fare il quiz serve un account gratuito: registrati oppure accedi dalla pagina del quiz.