Glottologia 1 – Le lingue nel tempo · Lezione 3 di 3 · circa 11 minuti di lettura
Nel mondo si parlano circa 7.000 lingue. Con il metodo comparativo i linguisti le hanno raggruppate in famiglie, cioè insiemi di lingue che derivano da un antenato comune. Le famiglie riconosciute sono più di cento. La più parlata è quella indoeuropea, a cui appartiene l’italiano; altre grandi famiglie sono la sino-tibetana, l’afroasiatica, la niger-congo e l’austronesiana. Alcune lingue, come il basco, non hanno parenti conosciuti.
| Termine | Che cosa significa |
|---|---|
| Famiglia linguistica | Insieme di lingue che derivano da una stessa protolingua |
| Ramo (o sottofamiglia) | Un gruppo all’interno di una famiglia, come le lingue romanze nell’indoeuropeo |
| Lingua isolata | Una lingua senza parenti conosciuti |
| Classificazione genealogica | Raggruppa le lingue per origine comune |
| Classificazione tipologica | Raggruppa le lingue per somiglianza di struttura (Linguistica 3) |
| Lingua in pericolo | Una lingua che rischia di scomparire perché non viene più trasmessa ai bambini |
Esistono poi centinaia di famiglie più piccole, soprattutto nelle Americhe, in Nuova Guinea e in Australia.
Alcune lingue non si riesce a collegare a nessuna famiglia. La più famosa in Europa è il basco, parlato tra Spagna e Francia: è l’unica lingua dell’Europa occidentale che non è indoeuropea, e probabilmente risale a prima dell’arrivo degli indoeuropei. Altre lingue isolate sono il burushaski in Pakistan e l’ainu in Giappone. Anche l’etrusco, parlato in Italia prima della diffusione del latino, non ha parenti sicuri.
Non tutte le famiglie proposte sono accettate. L’ipotesi altaica, che unirebbe turco, mongolo e lingue tungusiche (e secondo alcuni anche coreano e giapponese), è oggi rifiutata da molti linguisti: le somiglianze potrebbero derivare da secoli di contatto, non da un antenato comune. Ancora più discusse sono le ipotesi di “superfamiglie”, fino all’idea di un’unica lingua madre di tutta l’umanità: andando così indietro nel tempo, il metodo comparativo non riesce più a dare prove.
Non bisogna confondere la parentela con la somiglianza di struttura. Il turco e il giapponese sono entrambi agglutinanti (Linguistica 3), ma non sono parenti certi. L’inglese e l’hindi sono parenti, ma hanno strutture molto diverse. La classificazione genealogica riguarda l’origine; quella tipologica la forma.
Secondo le stime dell’UNESCO, circa il 40% delle lingue del mondo è in pericolo: molte hanno pochi parlanti anziani e non vengono più insegnate ai bambini. Quando una lingua scompare si perdono anche conoscenze, storie e modi di vedere il mondo. Per questo i linguisti lavorano a documentarle, con dizionari, grammatiche e registrazioni.
| Famiglia | Dove | Lingue d’esempio |
|---|---|---|
| Indoeuropea | Europa, Asia occidentale e meridionale, Americhe | italiano, inglese, russo, hindi, persiano |
| Sino-tibetana | Asia orientale | cinese, tibetano, birmano |
| Afroasiatica | Nord Africa, Medio Oriente | arabo, ebraico, berbero, amarico |
| Niger-congo | Africa subsahariana | swahili, yoruba, zulu |
| Austronesiana | Sud-est asiatico, Pacifico, Madagascar | indonesiano, tagalog, malgascio, maori |
| Uralica | Europa nord-orientale | finlandese, estone, ungherese |
| Lingue isolate | Varie | basco, ainu, burushaski |
1In quale famiglia?
finlandese · arabo · hindi · swahili · tagalog · basco · tamil · kazako
finlandese uralica · arabo afroasiatica · hindi indoeuropea · swahili niger-congo · tagalog austronesiana · basco isolata · tamil dravidica · kazako turca.
2Genealogia o tipologia?
Ogni affermazione riguarda la parentela (genealogia) o la struttura (tipologia)?
1 tipologia · 2 genealogia · 3 genealogia · 4 tipologia.
3Perché è così difficile?
In tre righe: perché le ipotesi di una “lingua madre di tutta l’umanità” non sono accettate dalla maggior parte dei linguisti?
Il metodo comparativo funziona finché le corrispondenze regolari sono riconoscibili. Andando indietro di decine di migliaia di anni le lingue sono cambiate così tanto che le somiglianze rimaste non si distinguono più dal caso. Mancano quindi prove sufficienti.
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