Glottologia 1 – Le lingue nel tempo Che cos'è la glottologia e come si studia il passato delle lingue

Glottologia 1 – Le lingue nel tempo · Lezione 1 di 3 · circa 11 minuti di lettura

In breve

Tutte le lingue cambiano. L’italiano di Dante non è quello di oggi, e il latino di Cicerone non era quello parlato nelle strade di Roma. La glottologia, o linguistica storica, studia come e perché le lingue cambiano nel tempo, e come si possono ricostruire le fasi più antiche, anche quelle di cui non abbiamo nessun documento scritto. È una disciplina tipica dei corsi di Lettere e Lingue in Italia.

Concetti chiave

Termine Che cosa significa
Glottologia Il nome italiano della linguistica storica (dal greco glôtta, lingua)
Mutamento linguistico Il cambiamento di una lingua nel tempo: suoni, grammatica, lessico, significati
Diacronia Lo studio della lingua attraverso il tempo (vedi Saussure, Linguistica 1)
Lingua attestata Una lingua di cui abbiamo documenti
Forma ricostruita Una forma mai documentata, dedotta dal confronto; si segna con l’asterisco: *ph₂tḗr “padre”
Lingua madre (protolingua) La lingua da cui ne derivano altre

La spiegazione

Le lingue cambiano sempre

Basta leggere un testo di qualche secolo fa per accorgersene. Nel Trecento Dante scrive “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, e lo capiamo ancora. Ma le prime righe dell’italiano antico sono molto più difficili. Nel Placito capuano del 960, uno dei primi documenti in volgare, un testimone dichiara: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti”, cioè “So che quelle terre, entro quei confini qui descritti, le possedette per trent’anni il monastero di San Benedetto”.

Il cambiamento è lento, continuo e inevitabile. Nessuna generazione parla esattamente come quella precedente. Riguarda tutti i livelli della lingua:

  • i suoni: il latino caelum si pronunciava [ˈkai̯lum], l’italiano cielo si pronuncia [ˈtʃɛlo];
  • la grammatica: il latino aveva sei casi, l’italiano usa le preposizioni;
  • il lessico: nascono parole nuove e altre scompaiono;
  • i significati: il latino captivus voleva dire “prigioniero”, l’italiano cattivo vuol dire “malvagio”.

Perché le lingue cambiano

Le cause sono molte. Alcune sono interne alla lingua: la tendenza a semplificare la pronuncia (da octo a otto, assimilando la [k] alla [t]) o a rendere più regolare la grammatica. Altre sono esterne: il contatto con altre lingue, le migrazioni, i cambiamenti nella società e nella tecnologia. Le lingue cambiano anche perché i parlanti, senza accorgersene, introducono piccole innovazioni che a volte si diffondono e diventano la norma.

Come si studia il passato di una lingua

Il glottologo ha a disposizione due strumenti principali.

Il primo sono le fonti scritte: testi letterari, iscrizioni, documenti notarili, graffiti, glossari. Sono preziose anche le testimonianze degli “errori”: l’Appendix Probi, una lista di parole latine del III–IV secolo d.C., corregge forme come “speculum non speclum” e “oculus non oclus”. Così ci mostra come si parlava davvero: proprio da oclus nasce l’italiano occhio.

Il secondo è il confronto tra lingue. Molte lingue non hanno lasciato scritti, oppure ne hanno lasciati solo da un certo momento in poi. Confrontando lingue imparentate si può risalire alla loro antenata comune. È il metodo comparativo, che vedremo nella prossima lezione.

L’asterisco

In glottologia una forma preceduta da un asterisco (*) non è documentata: è ricostruita. Per esempio *ḱm̥tóm, “cento” in indoeuropeo, non compare in nessun documento: lo ricostruiamo confrontando il latino centum, il greco hekatón e il sanscrito śatám. Attenzione: in sintassi (Linguistica 4) l’asterisco ha un altro significato, cioè segnala una frase impossibile.

Un po’ di storia della disciplina

La linguistica storica nasce all’inizio dell’Ottocento con la scoperta della parentela tra sanscrito, greco e latino (Glottologia 2). In Italia il termine “glottologia” si afferma grazie a Graziadio Isaia Ascoli, che a Milano tenne una delle prime cattedre del settore e fondò nel 1873 l’Archivio glottologico italiano, la rivista con cui nasce la dialettologia italiana scientifica.

Lo schema: che cosa cambia in una lingua

Livello Esempio dal latino all’italiano
Suoni octo → otto; plenum → pieno
Morfologia rosae (genitivo) → della rosa
Sintassi Verbo spesso alla fine (SOV) → ordine SVO
Lessico equus → sostituito da caballus → cavallo
Significato captivus “prigioniero” → cattivo “malvagio”

Errori comuni e falsi miti

  • “Le lingue cambiano perché le persone parlano male.” Il cambiamento è un processo naturale di tutte le lingue, non un segno di decadenza.
  • “L’italiano deriva dal latino di Cicerone.” Deriva soprattutto dal latino parlato, detto volgare, che era diverso da quello scritto dagli autori classici.
  • “Una forma con l’asterisco è sbagliata.” In glottologia l’asterisco indica una forma ricostruita, non documentata.
  • “Le lingue antiche erano più semplici.” Il latino e il greco antico avevano una morfologia molto ricca: lingue antiche e moderne sono ugualmente complesse.

Esercizi

1Che cosa è cambiato?

Per ogni coppia latino → italiano indica a quale livello è avvenuto il cambiamento: suoni, morfologia, lessico o significato.

  1. octo → otto
  2. captivus “prigioniero” → cattivo “malvagio”
  3. rosae → della rosa
  4. equus → cavallo
Vedi la soluzione

1 suoni · 2 significato (e anche suoni: -pt- → -tt-) · 3 morfologia: il caso è sostituito da una preposizione · 4 lessico: una parola sostituisce un’altra.

2Leggi l’Appendix Probi

Il grammatico scrive “calida non calda“, “auris non oricla“, “vetulus non veclus“. Quali parole italiane vengono dalle forme “sbagliate”? Che cosa ci dicono sul latino parlato?

Vedi la soluzione

calda, orecchia, vecchio. Ci dicono che nel parlato la vocale non accentata tra due consonanti cadeva (calida → calda) e che si usavano diminutivi come auricula → oricla al posto della parola semplice.

3Asterisco sì o no?

Quali di queste forme vanno scritte con l’asterisco? centum · ḱm̥tóm · śatám · oclus

Vedi la soluzione

Solo *ḱm̥tóm, che è ricostruita. centum e śatám sono documentate nei testi; oclus è documentata proprio dall’Appendix Probi, anche se come errore.

Per approfondire

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